
Lo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni si fa sempre più duro e ormai assume i contorni di una vera crisi politica tra Washington e Roma. Dopo giorni di accuse, repliche e tensioni crescenti sulla guerra con l’Iran, il presidente americano è tornato all’attacco con un nuovo messaggio pubblicato su Truth Social, accusando direttamente l’Italia di non aver sostenuto gli Stati Uniti nel momento più delicato della crisi mediorientale.
«Dopo aver speso trilioni di dollari per la Nato, l’Italia e il suo Primo Ministro non si sognerebbero nemmeno di farsi coinvolgere con la Repubblica Islamica dell’Iran e la sua gravissima minaccia nucleare. Per decenni li abbiamo difesi, ma quando sono stati messi alla prova, non sono stati in grado di difendere noi e il resto del mondo. Non va bene», ha scritto Trump. Un affondo che rappresenta il punto più alto raggiunto finora dalla tensione tra i due leader.
Dalla foto alla rottura politica
La frattura tra il presidente americano e la premier italiana non nasce però oggi. Nei giorni scorsi Trump aveva già provocato un terremoto politico sostenendo che Meloni gli avrebbe chiesto più volte una fotografia insieme durante gli incontri internazionali per rafforzare la propria immagine politica in Italia. Una ricostruzione che Palazzo Chigi ha respinto con decisione e che la stessa presidente del Consiglio ha definito falsa.
La risposta della leader italiana è stata particolarmente dura. Meloni ha rivendicato l’autonomia dell’Italia e ha respinto l’idea che il governo possa inseguire favori o legittimazioni internazionali attraverso rapporti personali. Da quel momento lo scontro ha assunto una dimensione sempre più personale. Trump ha continuato a criticare la premier, mentre da Roma sono arrivati segnali di crescente irritazione per le continue dichiarazioni provenienti dalla Casa Bianca.
L’Iran divide Washington e Roma
Dietro gli attacchi verbali resta però una divergenza politica molto concreta. Gli Stati Uniti chiedono agli alleati occidentali un sostegno più deciso nella gestione della crisi con l’Iran, mentre l’Italia continua a mantenere una posizione più prudente, evitando qualsiasi coinvolgimento diretto nelle operazioni militari e insistendo sulla necessità di lasciare aperto uno spazio per la diplomazia.
È proprio questa linea che Trump considera insufficiente. Il presidente americano ritiene che gli alleati europei debbano assumersi maggiori responsabilità e contribuire in modo più evidente alla strategia americana nella regione. Da qui la decisione di trasformare il caso italiano in un esempio politico, accusando Roma di aver beneficiato per decenni della protezione statunitense senza essere pronta a ricambiare quando Washington ritiene di averne bisogno.
Nelle stesse ore Trump ha moltiplicato le dichiarazioni aggressive contro Teheran, rilanciando anche le minacce sullo Stretto di Hormuz e avvertendo che gli Stati Uniti sono pronti a nuove iniziative se la situazione dovesse peggiorare. In questo clima il rapporto con l’Italia è diventato uno dei fronti politici più delicati per l’amministrazione americana.
Per il governo italiano la situazione è particolarmente complessa. Fino a poche settimane fa il rapporto tra Meloni e Trump veniva indicato come uno dei più solidi tra quelli costruiti dal presidente americano con i leader europei. Oggi, invece, quella relazione appare profondamente incrinata. Dalla polemica sulla fotografia si è arrivati all’accusa di non essere stati dalla parte degli Stati Uniti durante una delle crisi internazionali più pericolose degli ultimi anni.
Il nuovo messaggio pubblicato da Trump conferma che lo scontro è tutt’altro che chiuso. Anzi, il tono delle dichiarazioni lascia intendere che la tensione tra Washington e Roma potrebbe continuare a crescere nelle prossime ore, mentre la guerra con l’Iran resta al centro delle preoccupazioni della comunità internazionale.


