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Trump attacca ancora, ma Meloni non risponde più: preoccupano dazi e basi Usa

Pubblicato: 22/06/2026 07:17

Giorgia Meloni ha scelto il silenzio. Dopo giorni di botta e risposta con Donald Trump e dopo l’ultimo affondo del presidente americano contro l’Italia, la premier evita nuove repliche pubbliche e affida ai suoi ministri il compito di mantenere aperto il dialogo con Washington. Una decisione che arriva mentre nel governo cresce la preoccupazione per le possibili conseguenze politiche, economiche e militari dello scontro con la Casa Bianca.

Nel fine settimana la presidente del Consiglio ha preferito mostrarsi tra la folla al raduno degli alpini di Gemona del Friuli, dove ha raccolto applausi, strette di mano e richieste di selfie. Ai sostenitori che la incoraggiavano ha risposto con una frase semplice ma significativa: «Non mollo». Nessuna citazione di Trump, nessuna controreplica alle accuse arrivate dagli Stati Uniti. La linea scelta da Palazzo Chigi sembra essere quella della de-escalation, almeno sul piano pubblico.

I vice in campo per ricucire

Il compito di gestire il rapporto con Washington passa così soprattutto ai vicepremier. Antonio Tajani e Matteo Salvini saranno infatti presenti alle celebrazioni organizzate dall’ambasciata americana per l’Independence Day. Un segnale che il governo vuole continuare a mantenere aperti i canali diplomatici nonostante la tensione degli ultimi giorni.

Dietro le quinte, però, il clima resta carico di inquietudine. A Palazzo Chigi si teme che gli attacchi di Trump possano diventare una costante e che il rapporto privilegiato costruito negli anni tra la leader di Fratelli d’Italia e il mondo conservatore americano sia ormai compromesso. Una prospettiva che rischia di pesare anche sul ruolo europeo della premier, attesa nei prossimi giorni da nuovi vertici internazionali.

Crosetto sente Hegseth

La preoccupazione più concreta riguarda il fronte militare. Dopo le parole di Trump sul sostegno americano all’Italia e sulla presunta mancanza di riconoscenza da parte di Roma, il governo teme possibili ripercussioni sulle basi Usa presenti nel Paese. Installazioni considerate essenziali per la sicurezza nazionale e per il sistema di difesa aerea.

Per questo Guido Crosetto ha continuato a lavorare sul canale della Difesa, sentendo nelle ultime ore il suo omologo americano Pete Hegseth. L’obiettivo è evitare che lo scontro politico tra Meloni e Trump possa produrre effetti pratici sui rapporti militari tra Italia e Stati Uniti. Nessuno, nel governo, vuole arrivare a una frattura operativa con Washington.

Resta aperto anche il nodo economico. L’ipotesi di nuovi dazi sui prodotti italiani viene considerata una possibilità da non sottovalutare, soprattutto dopo l’irrigidimento dei toni da parte della Casa Bianca. Alcuni ministri invitano alla prudenza e ricordano che le questioni commerciali riguardano l’intera Unione europea, ma dentro l’esecutivo nessuno può davvero escludere ricadute specifiche sull’export italiano.

Meloni, per ora, non risponde più. Lascia che siano i vice a mostrarsi nei luoghi del dialogo con gli Stati Uniti e che siano i ministri più coinvolti a tenere aperti i canali tecnici. Ma il silenzio della premier non basta a cancellare il problema politico: il rapporto con Trump è entrato in una fase nuova, più fragile e più imprevedibile. E il governo sa che dalle parole del presidente americano potrebbero arrivare conseguenze molto concrete.

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