Vai al contenuto

Terremoto in Venezuela, bilancio sale a 32 morti e 700 feriti. Tajani: “Verifiche su condizioni dei connazionali”

Pubblicato: 25/06/2026 07:20

Il Venezuela si risveglia davanti a uno dei terremoti più violenti della sua storia recente. Due scosse devastanti, di magnitudo 7.2 e 7.5, hanno colpito il Paese a distanza di appena quaranta secondi, provocando il crollo di edifici, incendi, interruzioni delle comunicazioni e scene di panico in numerose città. Le aree più colpite sono Caracas, La Guaira e parte dello Stato di Carabobo, dove centinaia di soccorritori stanno scavando tra le macerie alla ricerca dei dispersi. Le autorità hanno dichiarato lo stato d’emergenza, mentre l’Usgs avverte che il bilancio delle vittime potrebbe aumentare sensibilmente nelle prossime ore. L’allarme tsunami è stato revocato, ma continuano le scosse di assestamento. Chiuso l’aeroporto internazionale di Maiquetía, pesantemente danneggiato dal sisma. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato la disponibilità degli Stati Uniti a fornire assistenza, mentre l’ambasciata italiana ha fatto sapere che, al momento, non risultano cittadini italiani coinvolti. Segui tutti gli aggiornamenti in tempo reale.

07:40 – Terremoto Venezuela, Tajani: “Verifiche sulle condizioni dei connazionali”
Tajani: “Seguo con attenzione l’evoluzione della situazione dopo il violento terremoto che ha colpito il Venezuela. Esprimo la mia solidarietà alla presidente ad interim Delcy Rodriguez e la vicinanza dell’Italia al popolo venezuelano in questo momento così difficile”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “L’Unità di crisi della Farnesina e il personale dell’Ambasciata d’Italia e del Consolato generale a Caracas sono pienamente operativi per verificare le condizioni di sicurezza dei connazionali e prestare ogni necessaria assistenza”, annuncia il titolare della Farnesina. “Mentre è ancora in corso una valutazione dei danni e delle vittime prodotte dal sisma, siamo pronti a prestare supporto e chiederemo alla Ue di attivare il meccanismo di protezione civile per coordinare e finanziare interventi di emergenza”.

07:20 – Sale a 32 il numero dei morti, revocato allarme tsunami
Nonostante il bilancio ufficiale iniziale parlasse di quattro morti accertati e diversi feriti, le autorità, guidate dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez che ha dichiarato lo stato di emergenza e sospeso le lezioni scolastiche, hanno annunciato che il numero dei morti è salito temporaneamente a 32. Sebbene l’allarme tsunami per Porto Rico e le Isole Vergini sia successivamente rientrato, la popolazione rimane in grave stato di angoscia,

06:28 – Quattro morti alla periferia di Caracas: il bilancio è destinato a salire

Le autorità venezuelane hanno confermato le prime quattro vittime provocate dal terremoto, ma tutti gli organismi di emergenza ritengono che il numero sia destinato a crescere rapidamente con il passare delle ore. Tre persone sono morte nel comune di Baruta, dove il crollo di due edifici residenziali ha travolto numerosi appartamenti, mentre una quarta vittima è stata registrata nel vicino comune di Los Salias. Le squadre di soccorso continuano a lavorare senza sosta tra le macerie, spesso con mezzi limitati e in condizioni rese ancora più difficili dalle continue repliche sismiche. Molti residenti segnalano parenti e amici ancora dispersi, mentre l’interruzione delle comunicazioni rende complicata anche la ricostruzione della situazione nelle aree più colpite.

06:25 – Ambasciatore italiano: “Al momento nessuna vittima italiana”

L’ambasciatore italiano in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, ha confermato che finora non risultano cittadini italiani tra le vittime del terremoto. L’Unità di crisi dell’ambasciata è operativa fin dai primi minuti successivi al sisma e mantiene contatti costanti con le autorità locali e con la comunità italiana presente nel Paese. Le verifiche proseguono soprattutto nelle zone dove le linee telefoniche sono ancora interrotte e dove i soccorritori stanno faticando a raggiungere i quartieri più colpiti. L’ambasciata invita comunque tutti i connazionali presenti in Venezuela a comunicare la propria situazione non appena possibile e a seguire esclusivamente le indicazioni diffuse dalla Protezione civile venezuelana.

06:22 – Trump: “Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare il Venezuela”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che Washington è pronta a fornire assistenza umanitaria al Venezuela. In un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente ha definito il terremoto un evento di “enorme portata” e ha spiegato di aver già dato disposizioni alle agenzie federali affinché si preparino a intervenire rapidamente qualora il governo venezuelano richiedesse supporto. Trump ha parlato di un numero di vittime destinato probabilmente ad aumentare e ha assicurato che gli Stati Uniti sono pronti a mettere a disposizione uomini, mezzi e risorse per contribuire alle operazioni di emergenza. Si tratta di una delle prime reazioni internazionali alla catastrofe che ha colpito il Paese sudamericano.

05:32 – L’opposizione denuncia il blackout delle comunicazioni

Edmundo González, leader dell’opposizione venezuelana in esilio, ha denunciato il grave blackout informativo seguito al terremoto. Secondo González, milioni di venezuelani residenti all’estero non riescono a contattare i propri familiari, mentre chi vive nel Paese fatica a comprendere l’effettiva portata della tragedia. Le reti telefoniche e i servizi dati risultano fortemente compromessi soprattutto nelle aree di Caracas, Miranda e La Guaira. L’opposizione accusa il governo di non fornire informazioni sufficientemente rapide e trasparenti, aumentando così l’angoscia della popolazione mentre proseguono le operazioni di ricerca dei dispersi.

05:00 – Il sindaco conferma vittime tra gli edifici crollati

Il sindaco del municipio di Chacao, nella parte orientale di Caracas, ha confermato la presenza di vittime tra le macerie dei numerosi edifici crollati durante il terremoto. I vigili del fuoco e le squadre della Protezione civile sono riusciti a estrarre vive almeno diciotto persone, ma si teme che molte altre siano ancora intrappolate sotto i calcinacci. L’area è stata completamente isolata per consentire le operazioni di soccorso, mentre continuano le verifiche sulla stabilità degli edifici rimasti in piedi.

04:20 – Chiuso l’aeroporto internazionale di Maiquetía

L’aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía è stato chiuso dopo i gravi danni riportati dalle strutture durante il terremoto. I passeggeri presenti nello scalo sono stati evacuati in condizioni di forte tensione, mentre le immagini diffuse sui social mostrano controsoffitti crollati, detriti all’interno dei terminal e aree interdette. Le autorità stanno effettuando verifiche approfondite per valutare l’entità dei danni prima di autorizzare una possibile riapertura dello scalo, fondamentale per i collegamenti internazionali del Paese.

04:02 – Dichiarato lo stato d’emergenza nazionale

La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha dichiarato lo stato d’emergenza in tutto il Venezuela, confermando che dopo le due scosse principali sono già state registrate una ventina di repliche. Il governo ha disposto la sospensione delle lezioni, l’attivazione di tutte le strutture sanitarie e la mobilitazione delle forze armate a supporto dei soccorritori. Rodríguez ha inoltre ringraziato i Paesi che hanno già offerto assistenza internazionale, invitando la popolazione a mantenere la calma e a seguire rigorosamente le indicazioni delle autorità.

03:10 – Revocato l’allarme tsunami

Dopo le verifiche effettuate dai centri di monitoraggio statunitensi, è stato revocato l’allarme tsunami emesso nelle prime fasi dell’emergenza. Inizialmente l’avviso aveva riguardato anche alcune aree dei Caraibi, comprese Porto Rico e le Isole Vergini, ma le analisi successive hanno escluso il rischio di onde anomale. Rimane invece alta l’attenzione per le numerose scosse di assestamento che continuano a interessare l’area colpita dal sisma.

03:00 – Soccorritori al lavoro tra le macerie di Caracas

Per tutta la notte vigili del fuoco, polizia, volontari e personale sanitario hanno lavorato senza sosta nei quartieri più colpiti della capitale. In diverse zone di Caracas si continua a scavare a mani nude o con mezzi di fortuna, mentre i familiari delle persone disperse attendono notizie davanti agli edifici crollati. Le autorità temono che sotto le macerie possano esserci ancora numerose persone vive e chiedono alla popolazione di non avvicinarsi alle aree isolate per non ostacolare le operazioni di soccorso.

02:30 – L’Usgs teme un disastro di vaste proporzioni

Il Servizio geologico degli Stati Uniti ha definito il terremoto come un evento potenzialmente catastrofico, spiegando che la combinazione tra elevata magnitudo e bassa profondità dell’epicentro ha amplificato enormemente gli effetti del sisma. Secondo gli esperti, è altamente probabile che il numero delle vittime e l’entità dei danni risultino molto più elevati rispetto alle prime informazioni disponibili. Per questo motivo le autorità continuano a prepararsi a una lunga fase di emergenza che potrebbe protrarsi anche nei prossimi giorni.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 25/06/2026 08:12

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure