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Legge elettorale, scontro alla Camera sulla riforma: governo e opposizioni ai ferri corti

Pubblicato: 26/06/2026 16:44

La riforma della legge elettorale arriva nell’Aula della Camera e riaccende il confronto tra maggioranza e opposizioni. Il disegno di legge, che secondo il governo punta a garantire maggiore stabilità e una più chiara individuazione della maggioranza parlamentare, viene invece contestato dalle forze di centrosinistra e dalle altre opposizioni, che parlano di una riforma destinata a comprimere la rappresentanza e ad allontanare ulteriormente gli elettori dalle istituzioni. Il dibattito è destinato a proseguire anche nei prossimi giorni con l’esame delle questioni pregiudiziali di costituzionalità.

Casellati: «Più stabilità e piena rappresentatività»

Illustrando il provvedimento, il ministro per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati ha ribadito che il nuovo impianto è stato costruito nel rispetto della Costituzione e della giurisprudenza della Corte costituzionale. Tra le novità principali figura la soglia del 42% dei voti validi necessaria per ottenere il premio di governabilità, un meccanismo che, nelle intenzioni dell’esecutivo, garantirebbe una maggioranza certa senza ricorrere ad accordi parlamentari successivi alle elezioni. Casellati ha inoltre respinto le accuse di chi vede nella riforma un’anticipazione del premierato, sottolineando che il testo non modifica i poteri del presidente del Consiglio né quelli del presidente della Repubblica. Secondo il governo, la legge punta esclusivamente a rendere più stabile l’azione dell’esecutivo mantenendo intatta la rappresentatività delle Camere.

Le critiche delle opposizioni

Le opposizioni contestano invece l’impianto complessivo della riforma. Il Partito Democratico sostiene che il testo non rafforzi il rapporto tra eletti ed elettori e promette battaglia sia in Parlamento sia nel Paese. Il Movimento 5 Stelle denuncia le modalità con cui il provvedimento è stato elaborato in commissione, accusando la maggioranza di aver escluso le minoranze dalla definizione delle regole del gioco. Anche Italia Viva giudica il disegno di legge costituzionalmente fragile e destinato ad aumentare l’astensionismo, mentre +Europa critica l’assenza della raccolta digitale delle firme per la presentazione delle liste, ritenendo che la norma penalizzi le forze politiche più piccole.

Dal fronte della maggioranza, Fratelli d’Italia difende invece il nuovo sistema come uno strumento capace di assicurare governi realmente espressione della volontà popolare. Il capogruppo Galeazzo Bignami ha inoltre aperto alla possibilità di un emendamento condiviso dal centrodestra per consentire agli elettori di esprimere le preferenze sui candidati. L’esame del disegno di legge riprenderà la prossima settimana con il voto sulle quattro questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. Successivamente la Conferenza dei capigruppo definirà il calendario per il prosieguo dell’iter parlamentare.

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