
È polemica per la scelta di Heather Parisi come madrina del Siracusa Pride 2026. La decisione degli organizzatori ha suscitato numerose contestazioni all’interno della comunità LGBTQIA+, che contesta alcune posizioni espresse in passato dalla showgirl sui diritti delle persone transgender e il suo sostegno a Donald Trump.
Le dichiarazioni contestate
Al centro delle critiche ci sono alcune affermazioni rilasciate negli ultimi anni da Heather Parisi sul tema dell’identità di genere. Tra le più discusse quella in cui dichiarava: «Chiunque ha il diritto di decidere di considerarsi il genere che vuole, ma se hai un pene e partecipi a una gara di nuoto femminile, non diventi automaticamente donna perché lo hai deciso tu».
A pesare, secondo i detrattori, è anche il sostegno espresso dalla showgirl nei confronti del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, le cui politiche sulle persone transgender sono state oggetto di forti contestazioni.
Luxuria: «Un controsenso»
Tra le voci più critiche c’è quella di Vladimir Luxuria, già madrina del Siracusa Pride, che ha definito la scelta «un controsenso».
«Essere transfobiche fa curriculum per diventare madrina di un Pride? Heather Parisi ha ringraziato Dio per l’elezione di Donald Trump. Parliamo del presidente americano che ha smantellato politiche di inclusione ed escluso le persone transgender dall’esercito, dalle competizioni sportive e dal lavoro», ha dichiarato.
Il Movimento Identità Trans: «Scelta problematica»
Sulla vicenda è intervenuta anche Roberta Parigiani, presidente del Movimento Identità Trans (Mit), che ha espresso forti perplessità sulla nomina.
Secondo Parigiani, scegliere come madrina del Pride una figura che «si è distinta per posizioni filotrumpiane sulle persone trans» rappresenta un segnale problematico in un periodo caratterizzato da un crescente attacco ai diritti delle persone transgender.
La presidente del Mit ha inoltre ricordato il ruolo storico delle persone trans nella nascita del movimento per i diritti LGBTQIA+, sottolineando che senza il loro contributo, a partire dai moti di Rivolta di Stonewall, «oggi non avremmo nulla da celebrare».
Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali di Heather Parisi o degli organizzatori del Siracusa Pride in risposta alle critiche.


