
L’emergenza legata ai roghi boschivi che sta colpendo le aree montane del settentrione non accenna a placarsi, mettendo a dura prova il sistema di soccorso regionale. Le fiamme stanno divorando decine di ettari all’interno di territori particolarmente impervi e scoscesi, un fattore che rende le operazioni di contenimento e spegnimento estremamente complesse per le squadre di terra. A rendere lo scenario ancora più critico è il repentino cambio di direzione del fronte del fuoco che, nelle ultime quarantotto ore, ha iniziato a muoversi minacciosamente verso le aree residenziali e i piccoli borghi di montagna. La situazione più drammatica si sta registrando a Premosello (VCO), dove l’avanzata della linea di fuoco non si ferma ormai da diverse giornate, costringendo le autorità locali a firmare un provvedimento d’urgenza per lo sgombero immediato della frazione di Colloro.
Il pericolo più imminente per la popolazione è rappresentato dalla densa coltre di fumo che ha reso l’aria completamente irrespirabile in tutta la vallata. Gli operatori della Protezione Civile sono attualmente impegnati nel trarre in salvo i residenti anziani e i soggetti più fragili della comunità, mentre dal quartier generale logistico allestito ad Anzola si continuano a coordinare i flussi dei soccorritori.
I tre fronti del fuoco e le città avvolte dalla fuliggine
Nel territorio di Premosello i soccorritori si trovano a dover fronteggiare tre diverse zone di crisi che stanno minacciando direttamente il cuore del Parco nazionale della Val Grande, l’area compresa tra l’Alpe La Piana e Colloro – dove le fiamme lambiscono alcune storiche baite – e il versante che degrada rapidamente verso l’abitato di Cuzzago. I sistemi di monitoraggio ambientale e le telecamere di sicurezza puntate sulle vette alpine restituiscono immagini specchio di un disastro ecologico imponente: la stessa città di Domodossola si presenta completamente immersa in una cappa di fumo grigio, con una qualità dell’aria scesa sotto i livelli di guardia.
La morsa degli incendi non dà tregua nemmeno in altre province della regione. Strutture private e abitazioni private risultano infatti minacciate da vicino anche dal vasto rogo divampato nel comune di Cravagliana, situato nella provincia di Vercelli. Quest’ultimo focolaio si attesta attualmente come una delle situazioni più complesse e delicate dell’intera ondata di incendi boschivi che sta flagellando l’arco alpino piemontese.


