
L’inchiesta che negli ultimi mesi ha acceso il dibattito sul mondo arbitrale e sulle presunte irregolarità nelle designazioni delle partite si avvia verso la conclusione sul piano penale, ma continua a produrre sviluppi destinati ad alimentare l’attenzione. Prima della richiesta di archiviazione definitiva, infatti, è emerso un ultimo passaggio procedurale che ha riguardato anche una delle principali società del calcio italiano, senza però modificare l’esito dell’indagine.
Le vicende giudiziarie che coinvolgono il mondo dello sport seguono spesso due percorsi distinti. Da una parte c’è l’accertamento della magistratura ordinaria, chiamata a verificare l’eventuale esistenza di reati; dall’altra quello della giustizia sportiva, che valuta eventuali violazioni dei regolamenti federali anche in assenza di responsabilità penali. È proprio questa la fase che si apre ora dopo la decisione della Procura di Milano.
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L’Inter iscritta nel registro degli indagati e subito archiviata
L’ultima novità emersa riguarda l’Inter, iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Milano per responsabilità oggettiva nell’ambito dell’inchiesta sul sistema delle designazioni arbitrali.
Si è trattato, tuttavia, di un passaggio destinato a durare pochissimo. Contestualmente all’iscrizione della società nerazzurra, infatti, è stata disposta anche l’archiviazione della sua posizione.
A chiarire il motivo è stata la stessa Procura, che in una nota ha spiegato: «Il decreto di archiviazione nei confronti dell’Inter Fc è diretta conseguenza dell’esclusione del reato presupposto».
Il riferimento è alla presunta frode sportiva legata alle ipotesi investigative sulle designazioni arbitrali attribuite all’ex designatore Gianluca Rocchi.
Con l’esclusione del reato principale è venuto meno anche il presupposto necessario per contestare qualsiasi responsabilità oggettiva alla società.

L’inchiesta penale verso la chiusura
La decisione della Procura rappresenta un passaggio importante nell’inchiesta, che si avvia ormai verso l’archiviazione sul piano penale.
Tra gli indagati figura anche l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, il cui nome era stato coinvolto nell’ipotesi investigativa relativa alle presunte designazioni favorevoli all’Inter.
Con la richiesta di archiviazione, gli inquirenti ritengono dunque insussistenti gli elementi necessari per sostenere l’accusa di frode sportiva.
Resta invece ancora aperto un diverso filone investigativo davanti alla Procura di Monza, relativo alle cosiddette “bussate al VAR”, che prosegue separatamente rispetto all’indagine milanese.
Le partite finite negli atti della Procura
Nel corso dell’attività investigativa, la Procura di Milano ha richiamato quattro incontri disputati dall’Inter e inseriti nella documentazione dell’inchiesta.
Le gare indicate sono Bologna-Inter del 20 aprile 2025, la semifinale di Coppa Italia Inter-Milan disputata tre giorni dopo, Inter-Verona del 3 maggio 2025 e Torino-Inter del 26 aprile.
Questi incontri sono stati citati nell’ambito dell’attività investigativa svolta dagli inquirenti, senza che ciò abbia però portato all’accertamento del reato ipotizzato.
L’archiviazione disposta nei confronti della società rappresenta infatti la conseguenza diretta dell’esclusione della presunta frode sportiva.

Ora la parola passa alla FIGC
Se il procedimento davanti alla magistratura ordinaria si avvia alla conclusione, la vicenda potrebbe proseguire sul piano della giustizia sportiva.
Gli atti raccolti dalla Procura di Milano saranno infatti trasmessi alla FIGC, dove la Procura federale avvierà le proprie valutazioni per verificare l’eventuale esistenza di comportamenti sanzionabili secondo il Codice di giustizia sportiva.
Si tratta di un percorso autonomo rispetto a quello penale, nel quale potranno essere esaminati gli elementi raccolti durante l’inchiesta milanese alla luce delle norme federali che disciplinano il calcio italiano.
Per quanto riguarda l’Inter, la posizione davanti alla magistratura ordinaria risulta già definita con l’archiviazione immediata disposta dalla Procura. Sarà ora la giustizia sportiva a stabilire se i fatti emersi dall’indagine richiedano ulteriori approfondimenti o eventuali valutazioni sotto il profilo disciplinare.


