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Cesara Buonamici racconta la malattia: “Il cancro al seno è stato uno shock”

Pubblicato: 16/07/2026 12:52
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Dietro il volto rassicurante del Tg5 c’è una storia personale fatta di scelte professionali, sacrifici e una battaglia contro la malattia. In un’intervista rilasciata a Vanity Fair, Cesara Buonamici ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua vita, parlando della lunga carriera a Mediaset, del rapporto con il marito Joshua Kalman e della diagnosi di cancro al seno, arrivata cinque anni fa.

Il no alla Rai e a La7 con Mentana

Nel corso dell’intervista, la giornalista ha spiegato di aver avuto più di un’occasione per lasciare Mediaset, senza però mai sentirne davvero il bisogno.

«Se ho pensato di seguire Enrico Mentana quando lui è andato a La7? Ho avuto due occasioni: una, appunto, di andare a La7 con il gruppo di Mentana e una, in un passato più lontano, di andare in Rai. Però mi sono sempre trovata molto bene a Mediaset, ho potuto crescere in un contesto di grande serenità e libertà».

L’amore con il marito Joshua

Buonamici ha parlato anche della sua vita privata e del rapporto con il marito Joshua Kalman, al suo fianco dal 1997.

«Stiamo insieme dal 1997. All’inizio è stata una storia a distanza: prendere un volo Roma-Tel Aviv e ritorno era più veloce che raggiungere Milano in treno. Mi ha fatto un grande regalo a trasferirsi in Italia. Credo di avergli chiesto parecchia pazienza: il mio lavoro ha sempre avuto un posto importantissimo».

La confessione sul tumore al seno

Il passaggio più intenso dell’intervista riguarda la malattia che ha colpito la giornalista cinque anni fa.

«L’unica cosa che mi rende impaurita è il cancro. L’ho conosciuto cinque anni fa, al seno, ed è stato scioccante. Il primo pensiero: non mi abbandonerà più».

Buonamici ha raccontato il percorso affrontato dopo la diagnosi, dall’intervento chirurgico alle cure, fino all’ansia che continua ad accompagnare ogni controllo.

«Poi, l’intervento, le cure che continuano, l’ansia ai controlli… Non mi sento al sicuro. Però, più passa il tempo, più lo posso raccontare. E raccontarlo è quasi liberatorio, oltre che necessario per dare un messaggio alle donne colpite».

La giornalista ha spiegato che parlare apertamente della propria esperienza rappresenta oggi un modo per condividere la sua storia e offrire incoraggiamento a chi si trova ad affrontare la stessa malattia.

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