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Mario Roggero, Nordio avvia l’istruttoria per la grazia. Mattarella lo riceve e precisa: “Concederla spetta al Colle”

Pubblicato: 16/07/2026 20:43

La mossa che ha innescato il braccio di ferro istituzionale porta la firma del guardasigilli, deciso a premere l’acceleratore su uno dei casi giudiziari più divisivi degli ultimi anni. Poche ore dopo aver ufficializzato l’avvio dell’istruttoria per la concessione della grazia a Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e nove mesi per aver ucciso due rapinatori fuori dalla sua attività, il ministro della Giustizia Carlo Nordio è stato ricevuto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L’iniziativa del ministro ha impresso un’improvvisa accelerazione politica alla vicenda del commerciante piemontese, scavalcando di fatto le consuete tappe procedurali e provocando l’immediata reazione del Quirinale.

La decisione di via Arenula di aprire formalmente il fascicolo per il provvedimento di clemenza ha assunto fin da subito una forte valenza politica. L’atto di avviare l’iter si è scontrato tuttavia con le rigide regole che governano i rapporti tra i poteri dello Stato. Un incontro che, spiega il Quirinale, è servito a “puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia”. Una facoltà che, da Costituzione, è concessa “esclusivamente al presidente della Repubblica”, si legge in una nota ufficiale.

La forzatura burocratica e il richiamo alle regole

Il passaggio formale promosso dal ministero ha riaperto una complessa discussione sui confini d’azione del guardasigilli rispetto alle prerogative sovrane del Colle. Il capo dello Stato e il guardasigilli non hanno affrontato il merito della grazia al gioielliere piemontese, anche perché non sono ancora note le motivazioni della sentenza definitiva della Cassazione. Si sarebbe invece trattato di una questione strettamente di metodo, che tocca i poteri del presidente della Repubblica così come definiti dalla Costituzione.

La mossa del ministro, finalizzata a istruire la pratica in tempi record, ha costretto la Presidenza della Repubblica a ristabilire pubblicamente i confini della propria autorità. Come infatti recita la sentenza n. 200 del 2006 della Corte Costituzionale, citata nella nota del Quirinale, è riconosciuta “espressamente la possibilità che la grazia sia concessa anche in assenza di domanda”. Ma “in ogni caso l’iniziativa potrà essere assunta direttamente al presidente della Repubblica, al quale da tempo si è riconosciuto tale potere”. L’iniziativa ministeriale guidata da Nordio, pur potendo formalmente istruire il caso, non può in alcun modo vincolare o anticipare la decisione finale del Capo dello Stato.

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Ultimo Aggiornamento: 16/07/2026 20:44

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