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Mario Roggero in carcere dopo la condanna definitiva, il centrodestra chiede la grazia: “Per noi questa non è giustizia”

Pubblicato: 16/07/2026 14:09

Dopo la condanna definitiva pronunciata dalla Corte di Cassazione, Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni riconosciuto colpevole di aver ucciso due rapinatori all’esterno della propria attività, si è costituito nel carcere di Fossano per iniziare a scontare la pena di 14 anni e 9 mesi di reclusione.

La vicenda continua però ad alimentare un acceso dibattito politico, con i principali esponenti del centrodestra che chiedono la concessione della grazia.

Salvini: «Quella non è giustizia»

Tra i primi a intervenire è stato il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, che ha definito ingiusta la detenzione del gioielliere.

«Conto che la giustizia sia giustizia con la “G” maiuscola, non come quella che ieri ha mandato in galera un 72enne, che per una vita ha lavorato e che si è difeso e ha difeso se stesso, sua moglie e sua figlia da dei rapinatori. Quindi, quella per me non è giustizia e conto che l’intero centrodestra si faccia promotore della richiesta di grazia per Mario Roggero perché, dopo una vita di lavoro, passare anni in carcere a 72 anni, dopo essere stato aggredito e rapinato, non penso sia giusto».

Parte la raccolta firme per la grazia

I capigruppo di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, Civici d’Italia, Udc e Maie-Centro Popolare hanno annunciato l’avvio di una raccolta firme tra i parlamentari per chiedere al Ministero della Giustizia l’avvio della procedura per la concessione della grazia.

In una nota congiunta spiegano che, «al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero merita una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all’ergastolo, insopportabile visto quanto avvenuto».

Crosetto: «La legge è stata applicata, ma per me non è giusto»

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha espresso la propria posizione con un messaggio pubblicato su X.

«È stata applicata la legge? Probabilmente sì. È giusto? Per me no», ha scritto il ministro.

Crosetto ha aggiunto che la legge «non è e non può essere sventolata per giustificare l’impossibilità di un magistrato di analizzare i fatti nella loro totalità» e di tenere conto anche degli elementi non espressamente previsti dalle norme.

«Ciò che è accaduto a Mario Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare. Penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa», ha concluso.

La richiesta di grazia, qualora venisse formalmente presentata, seguirà il previsto iter istituzionale previsto dall’ordinamento italiano.

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