
Una presenza magnetica ha illuminato la sede istituzionale della Capitale, portando una potente testimonianza di impegno civile su uno dei temi più caldi e urgenti del nostro tempo. Sharon Stone incanta il Campidoglio. Ospite della terza e ultima giornata della «Global Nobel laureates assembly on artificial intelligence and nuclear war», l’attrice americana è intervenuta parlando dei rischi dell’IA sugli scenari di guerra globali. Le parole dell’icona del cinema mondiale hanno scosso la platea, richiamando l’attenzione sulla necessità di non delegare mai la coscienza alle macchine: «Dopo aver ascoltato i miei colleghi sono arrivata ad alcuni punti essenziali, dobbiamo unirci nel bene comune e nel rispetto dello stato di diritto, la dignità umana non è un algoritmo», ha detto Stone.
Il prestigioso summit internazionale ha così vissuto il suo momento di massimo impatto etico e politico, dopo intense sessioni di confronto tra scienziati, attivisti e accademici di fama globale. Dopo tre giorni di lavoro iniziati al Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo, alla luce dell’enciclica di Leone XIV ‘Magnifica Humanitas’, in Campidoglio è stata firmata la Dichiarazione di Roma per una Pace Disarmata e Disarmante nell’era dell’Intelligenza artificiale, delle armi nucleari e autonome, dei nuovi protocolli digitali e dei modelli emergenti di sviluppo digitale che si propone di definire principi e linee guida proprio per la governance dell’intelligenza artificiale.
La Dichiarazione di Roma e il ruolo della Capitale
La firma del documento rappresenta un passo cruciale per la costruzione di un quadro regolatorio globale che metta al riparo l’umanità dalle derive tecnologiche applicate ai conflitti. Ad officiare la giornata il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha voluto sottolineare la vocazione storica e universale della città come culla di dialogo e costruttrice di ponti per la distensione internazionale.
La solennità del momento è stata rimarcata dallo stesso sindaco, visibilmente orgoglioso dell’importante risultato diplomatico e intellettuale ottenuto tra le mura capitoline. «Per Roma – ha detto il primo cittadino della Capitale a margine dell’evento nella sala Giulio Cesare – è un grandissimo onore ospitare qui, in Campidoglio, la firma di questa dichiarazione importantissima, firmata da tantissimi premi Nobel, grandi personalità del mondo, sull’esigenza di unire gli sforzi per la pace, per la salvezza del genere umano e naturalmente per il controllo dei rischi che le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale possono portare, se non regolate, alla pace e alla sopravvivenza stessa del genere umano».


