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Roggero in carcere, l’annuncio di Salvini che cambia tutto!

Pubblicato: 19/07/2026 12:05

La Lega non si ferma alla richiesta di una possibile grazia presidenziale per Mario Roggero. Dopo la condanna a 14 anni di carcere per il gioielliere di Grinzane Cavour, accusato di aver ucciso nel 2021 due rapinatori, il partito di Matteo Salvini punta ora a modificare la normativa sulla legittima difesa.

Secondo quanto riportato da AdnKronos, il partito ha già predisposto un disegno di legge che interviene sull’articolo 52 del codice penale, introducendo una nuova previsione per i casi di aggressione armata all’interno di abitazioni o attività commerciali.

La proposta, presentata con la prima firma del senatore Claudio Borghi, prevede la non punibilità di «qualsiasi reazione» compiuta nell’immediatezza di un’aggressione a mano armata, senza considerare la proporzionalità dei mezzi utilizzati o la permanenza del pericolo.

Nel testo del ddl si legge che, in caso di aggressione all’interno del proprio domicilio o del proprio «esercizio commerciale, professionale o imprenditoriale», la reazione della vittima sarebbe considerata non punibile «indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta».

La modifica proposta andrebbe quindi oltre l’attuale disciplina della legittima difesa, che stabilisce la non punibilità solo quando una persona agisce «per necessità di difendere un proprio o altrui diritto contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta», con una reazione proporzionata all’aggressione.

La norma avrebbe un effetto diretto anche su casi come quello di Roggero, la cui condotta è stata valutata dai giudici non compatibile con i requisiti previsti dalla legislazione attuale, anche perché l’azione si sarebbe sviluppata fuori dal negozio dopo la fuga dei rapinatori.

La proposta della Lega riapre così il dibattito politico sul rapporto tra sicurezza, tutela delle vittime di rapina e limiti della reazione individuale. Il tema della legittima difesa è da anni al centro dello scontro tra chi chiede maggiori garanzie per chi subisce un’aggressione e chi richiama il principio della proporzionalità.

Il caso del gioielliere piemontese ha infatti diviso l’opinione pubblica e il mondo politico, con una parte degli esponenti del centrodestra che ha criticato la sentenza e chi invece ha sottolineato la necessità di rispettare i confini stabiliti dalla legge.

Ora il disegno di legge dovrà affrontare l’iter parlamentare e il confronto tra le forze politiche. Al centro della discussione resterà la domanda su quale debba essere il limite tra difesa personale e reazione fuori dai confini previsti dall’ordinamento.

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