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Asili troppo caldi, i genitori fermano le rette mentre esplode la protesta nelle scuole comunali

Pubblicato: 22/07/2026 16:41

L’emergenza caldo accende lo scontro negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia comunali di Bologna e Milano, dove cresce la mobilitazione di famiglie ed educatori. Da una parte i genitori minacciano di sospendere il pagamento delle rette se non verranno garantite condizioni adeguate per i bambini, dall’altra il personale educativo si prepara allo sciopero per denunciare temperature considerate insostenibili all’interno delle strutture. Al centro della protesta c’è la richiesta di un piano immediato per climatizzare gli edifici e affrontare un problema che, secondo i promotori delle iniziative, si ripresenta ogni estate senza soluzioni definitive.

A Bologna la protesta è partita dal nido comunale Vestri e, secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, sta coinvolgendo progressivamente altre strutture cittadine. Le famiglie hanno scelto, almeno in questa fase, una strada formale, inviando una diffida al sindaco Matteo Lepore, all’assessore alla Scuola Daniele Ara e agli uffici competenti per il sistema educativo 0-6 anni. Nella richiesta domandano che entro quindici giorni vengano assicurate condizioni microclimatiche adeguate in tutti gli ambienti frequentati dai bambini. Nel frattempo anche nell’area milanese aumentano le iniziative di pressione sulle amministrazioni locali, come dimostra la raccolta firme avviata a Sesto San Giovanni per chiedere l’installazione o il potenziamento degli impianti di climatizzazione.

La diffida dei genitori e la risposta del Comune di Bologna

Nel documento inviato al Comune, i genitori chiedono di conoscere nel dettaglio gli interventi programmati, le valutazioni effettuate sul rischio da stress termico e le misure previste per affrontare le giornate più calde, compreso il mese di settembre. Alberto, presidente del comitato dei genitori del nido Vestri, sostiene che l’unico ambiente dotato di un climatizzatore portatile sia il dormitorio, mentre gli altri locali resterebbero privi di sistemi di raffrescamento. Secondo il suo racconto, le educatrici avevano già segnalato il problema agli uffici comunali nel mese di aprile senza ottenere risposte concrete, tanto che sarebbero stati gli stessi genitori ad acquistare un condizionatore poi utilizzato dal personale. Nella diffida viene inoltre evidenziato che concentrare tutti i bambini nell’unica stanza climatizzata potrebbe aumentare il rischio di trasmissione di patogeni, mentre la permanenza negli altri locali esporrebbe i piccoli a possibili episodi di ipertermia e colpi di calore. Le famiglie riferiscono anche di aver osservato segnali di disagio, irritabilità e insofferenza nei bambini durante le giornate più calde e non escludono di ridurre o sospendere il pagamento delle rette di giugno, luglio e degli eventuali mesi successivi.

L’assessore Daniele Ara respinge però le contestazioni, spiegando che ogni nido comunale dispone già di almeno un condizionatore e che quest’anno sono stati distribuiti altri ottanta climatizzatori portatili nelle strutture dedicate ai bambini da 0 a 6 anni. L’amministrazione ha inoltre annunciato uno stanziamento di 350 mila euro per climatizzare un’aula in ogni scuola dell’infanzia nel corso del 2026, ribadendo la scelta di affiancare agli impianti anche interventi come fotovoltaico, aree verdi e sistemi di nebulizzazione, evitando di trasformare gli edifici scolastici in ambienti eccessivamente refrigerati. Il Comune ricorda inoltre gli investimenti effettuati negli ultimi anni, pur senza riuscire a placare il malcontento espresso dalle famiglie.

Milano verso lo sciopero, i genitori chiedono un piano climatico

Anche a Milano la tensione resta elevata. La Uil Fpl ha proclamato uno sciopero del personale educativo per il 29 luglio e ha presentato un esposto all’Ispettorato del lavoro e all’Ats, sostenendo che durante il confronto con l’amministrazione comunale non siano state avanzate proposte operative per affrontare l’emergenza. Il sindacato denuncia inoltre che in alcuni plessi le temperature interne supererebbero regolarmente i 35-36 gradi. Parallelamente è nato il collettivo di genitori “Questa non è una sauna”, che chiede un intervento strutturale del Comune e segnala tre casi di colpo di calore registrati nella rete comunale composta da 104 nidi e 166 scuole dell’infanzia.

Anche la rappresentanza cittadina dei consigli di unità educativa riconosce l’avvio della ricognizione sugli edifici scolastici da parte dell’amministrazione, ma sottolinea che il monitoraggio non può rappresentare il punto di arrivo dopo anni di segnalazioni. Le richieste delle famiglie sono precise: pubblicazione dei risultati delle verifiche, criteri trasparenti per stabilire le priorità degli interventi, un cronoprogramma definito e un piano pluriennale di adattamento climatico destinato agli asili nido e alle scuole dell’infanzia comunali.

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