
Il rapporto tra Kimi Antonelli e il suo ex manager Giovanni Minardi finisce davanti a un tribunale. Il giovane pilota di Formula 1 è stato citato in causa al Tribunale civile di Bologna dall’ex rappresentante, che contesta il mancato pagamento di alcuni compensi previsti dal mandato di gestione della carriera. La vicenda, che risale al 2025, è ora nella fase di trattazione davanti ai giudici civili.
A ricostruire i passaggi che hanno portato all’azione legale è stato l’avvocato Mattia Grassani, legale di Minardi, intervenuto sull’argomento con l’Ansa. Secondo il difensore, il suo assistito avrebbe cercato fino all’ultimo una soluzione diversa dal ricorso alla giustizia ordinaria, ma il tentativo di trovare un’intesa tra le parti non sarebbe andato a buon fine.
Il tentativo di accordo prima della causa
«Giovanni Minardi non avrebbe mai voluto intraprendere la strada del Tribunale Civile però, dopo profonde meditazioni e grande sofferenza, rimaneva il rimedio della giustizia ordinaria», ha spiegato Grassani, sottolineando come prima dell’avvio del procedimento ci siano stati diversi incontri per provare a raggiungere una soluzione condivisa.
Secondo la versione dell’ex manager, Minardi avrebbe dato disponibilità a un accordo transattivo e amichevole, ma il confronto non avrebbe portato a un risultato. Da qui la decisione di procedere davanti al tribunale per chiedere il riconoscimento delle proprie richieste economiche.
Il ruolo di Minardi nella crescita del pilota
L’avvocato Grassani ha inoltre rivendicato il contributo avuto da Minardi nel percorso professionale di Antonelli, evidenziando il lavoro svolto negli anni per sostenere la crescita del talento italiano. «Il lavoro fatto da Minardi nel corso degli anni è stato importante, le opportunità procurate lo dimostrano», ha dichiarato il legale.
Secondo la ricostruzione della difesa, rivolgersi ai giudici sarebbe stata una scelta inevitabile per tutelare il lavoro svolto e gli investimenti compiuti nel tempo. «La decisione di adire l’autorità giudiziaria ordinaria, dopo l’impossibilità di raggiungere un accordo, è stata una scelta obbligata», ha aggiunto Grassani.
Il procedimento è ora in corso e l’ex manager attende l’esito del giudizio. «Per noi i fatti sono molto chiari», ha concluso il legale, rimettendo comunque la decisione finale al tribunale.


