
Colpo di scena per Mimmo Lucano: la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha sospeso l’efficacia della sentenza che aveva confermato la sua decadenza da sindaco di Riace. L’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra potrà quindi tornare a guidare il Comune calabrese, almeno fino al pronunciamento definitivo della Cassazione.
La decisione riporta al centro una vicenda che da anni divide opinione pubblica e politica nazionale, legata al modello di accoglienza diventato il simbolo di Riace e alle conseguenze giudiziarie per il suo storico primo cittadino.
La decisione della Corte d’Appello
Il collegio della sezione civile, presieduto dalla giudice Patrizia Morabito, ha riconosciuto la presenza di un «danno grave e irreparabile». La sentenza era già stata eseguita dalla Prefettura di Reggio Calabria, che aveva disposto il trasferimento delle funzioni al vicesindaco.
Secondo quanto riferito nel provvedimento, l’immediata perdita della possibilità di esercitare il mandato ricevuto dagli elettori rappresenta un pregiudizio sufficiente a giustificare la sospensione cautelare. L’ordinanza è stata adottata nella camera di consiglio del 23 luglio.
Perché Mimmo Lucano era decaduto
La decadenza di Mimmo Lucano era scattata in applicazione della legge Severino, dopo la condanna a 18 mesi di reclusione, con pena sospesa, per falso. La condanna è maturata nell’ambito del processo “Xenia”, relativo alla gestione dei fondi destinati ai progetti di accoglienza dei migranti a Riace.
La vicenda ha trasformato il paese calabrese in un caso nazionale: il modello di accoglienza associato a Lucano ha raccolto sostegno e critiche, alimentando nel tempo un confronto politico e giudiziario particolarmente acceso.
Il ritorno alla guida di Riace
Con la sospensione della decadenza, Lucano potrà riprendere le funzioni di sindaco di Riace in attesa della decisione della Corte di Cassazione. Sarà l’ultimo grado di giudizio a stabilire se la decadenza dovrà essere confermata oppure revocata.
Il ritorno ha anche un evidente peso simbolico: gli elettori di Riace avevano rieletto Lucano nel 2024, rinnovandogli la fiducia prima che il procedimento sulla sua posizione amministrativa tornasse a complicare il mandato.
Le parole di Lucano e cosa accade ora
Commentando la decisione all’Ansa, Lucano ha espresso soddisfazione per il riconoscimento del danno grave e irreparabile, precisando che non riguarderebbe soltanto lui come sindaco, ma l’intera comunità di Riace e i cittadini che nel 2024 gli avevano chiesto di continuare a guidare il Comune.
L’ex sindaco ha inoltre ribadito che questa nuova tappa giudiziaria offrirebbe l’occasione per mettere in luce quelle che considera le contraddizioni politiche dell’intera vicenda. Al momento, dunque, Mimmo Lucano torna al suo incarico: per la parola definitiva sul suo futuro politico bisognerà attendere la Cassazione.
Fonte: Dagospia, che riprende un estratto di Repubblica.it


