Vai al contenuto

Hacker cancella il catasto della Romania dopo il rifiuto del riscatto: mercato immobiliare paralizzato

Pubblicato: 27/07/2026 19:12

Un attacco informatico ha colpito l’agenzia del catasto della Romania, provocando il blocco di una parte significativa del mercato immobiliare del Paese. Secondo quanto ricostruito, il cybercriminale avrebbe sottratto i dati dell’archivio catastale e chiesto un riscatto. Di fronte al rifiuto del governo di pagare, avrebbe cancellato le informazioni rubate e reso inutilizzabili i sistemi informatici.

Le conseguenze sono state immediate: compravendite di immobili sospese, mutui bloccati e migliaia di notai impossibilitati ad accedere agli atti di proprietà. L’attacco arriva inoltre a pochi giorni dall’aumento dell’Iva sulle nuove abitazioni, prevista dal 1° agosto, circostanza che rischia di aggravare ulteriormente gli effetti sul settore.

Dati cancellati e servizi bloccati

Secondo quanto riferito, l’hacker avrebbe eliminato migliaia di documenti amministrativi, le credenziali dei dipendenti e l’intero archivio catastale sottratto durante l’intrusione. Il blocco ha impedito alle banche di istruire nuovi mutui e ai notai di certificare le compravendite o modificare gli atti di proprietà.

Sui forum del dark web, l’autore dell’attacco avrebbe rivendicato l’azione sostenendo di essere entrato in possesso anche del codice sorgente di diversi sistemi governativi rumeni, tra cui le piattaforme Eterra e RENNS, oltre a dati provenienti da altri database pubblici.

Chi sarebbe il responsabile

L’hacker si presenta online con lo pseudonimo ByteToBreach. Secondo la società di cybersicurezza KELA, dietro questo alias ci sarebbe Zakaria Mahdjoub, presunto cybercriminale che opererebbe da Orano, in Algeria.

Gli esperti attribuiscono allo stesso soggetto anche altri attacchi contro sistemi governativi e aziende con contratti pubblici in diversi Paesi, tra cui Svezia, Slovacchia, Ucraina, Polonia, Lituania, Kazakistan, Cipro, Cile, Uzbekistan e Stati Uniti.

Le vulnerabilità sfruttate

Secondo gli specialisti di KELA, gli attacchi sarebbero stati resi possibili soprattutto dalla presenza di infrastrutture informatiche obsolete e da carenze nelle pratiche di sicurezza. L’utilizzo di sistemi datati e procedure poco rigorose avrebbe infatti facilitato l’accesso ai database governativi, consentendo al cybercriminale di sottrarre e successivamente cancellare dati considerati strategici.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure