
La tregua tra Stati Uniti e Iran si interrompe con una nuova e pericolosa escalation militare. Nelle ultime ore Teheran ha lanciato un attacco missilistico contro una base americana in Giordania e ha annunciato di aver colpito tre petroliere nello Stretto di Hormuz, provocando un immediato balzo del prezzo del petrolio sui mercati internazionali. Parallelamente, il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha reso noto di aver condotto, insieme alle forze armate saudite, una serie di raid di precisione contro obiettivi ritenuti collegati ai Pasdaran nell’Iraq orientale. La nuova impennata delle tensioni arriva poche ore dopo l’incontro alla Casa Bianca tra il presidente americano Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha ribadito come Israele non intenda consentire all’Iran di dotarsi dell’arma nucleare.

19:25 – Gran Bretagna: “Drone colpisce petroliera statunitense nel porto egiziano di Damietta”
Alcune esplosioni hanno colpito il porto egiziano di Damietta, sul Mediterraneo, dove una petroliera galleggiante di proprietà statunitense è stata colpita da un drone: lo riferisce la società britannica di sicurezza marittima Ambrey. Un incendio riguarderebbe anche due navi di stoccaggio di gas.
15:00 – Tajani: “Vicini ad Arabia Saudita e Golfo per attacchi dell’Iran”
L’Italia ribadisce la propria vicinanza all’Arabia Saudita e agli altri Paesi del Golfo per gli attacchi subiti dall’Iran. Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante un punto stampa alla Farnesina all’inizio della seconda giornata dei lavori dell’Alleanza globale per la soluzione a due Stati. “Ribadiremo la vicinanza all’Arabia Saudita e agli altri Paesi del Golfo per gli attacchi che subiscono dall’Iran”, ha affermato il ministro. “Ci auguriamo che si possa arrivare a una soluzione anche per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz e incoraggiamo il dialogo tra iraniani e Stati Uniti”, ha aggiunto Tajani, ribadendo che Teheran deve rinunciare a qualsiasi progetto per la costruzione di un’arma atomica.
07:32 – Il Centcom conferma l’attacco iraniano contro una base Usa
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato che l’Iran ha lanciato diversi missili balistici contro una base americana in Medio Oriente nel tentativo di sorprendere le forze statunitensi.
Secondo il Centcom, l’attacco è avvenuto alle 17:45 di Washington (23:45 in Italia) di martedì. Tutti i missili sono stati intercettati con successo dalle difese aeree e non risultano danni o vittime tra i militari americani. Il comando statunitense ha precisato che le forze Usa mantengono il massimo livello di allerta operativa.

07:22 – La Giordania: abbattuti cinque missili iraniani
Anche l’esercito giordano ha confermato di aver intercettato e distrutto cinque missili provenienti dall’Iran e diretti verso il territorio del Regno.
In una nota, il portavoce delle forze armate ha spiegato che le difese aeree sono entrate immediatamente in azione neutralizzando tutti gli ordigni prima che potessero raggiungere i loro obiettivi.
07:20 – Almeno dieci morti nei raid Usa-Arabia Saudita in Iraq
Secondo due fonti delle Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf) citate dall’agenzia Afp, almeno dieci miliziani sono rimasti uccisi nei raid condotti da Stati Uniti e Arabia Saudita contro diverse basi nel territorio iracheno.
L’attacco più pesante avrebbe colpito la provincia di Ninive, mentre altre postazioni sono state bombardate in diverse aree del Paese. Le autorità locali parlano anche di numerosi feriti e ritengono che il bilancio delle vittime possa aumentare nelle prossime ore.
04:17 – Teheran: colpite tre petroliere nello Stretto di Hormuz
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha annunciato di aver colpito tre petroliere che stavano attraversando lo Stretto di Hormuz.
Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Tasnim, le navi avrebbero ignorato gli avvertimenti delle autorità iraniane e proseguito lungo una rotta definita “pericolosa e illegale”. Dopo essere state colpite, le tre petroliere sarebbero state costrette a fermarsi. Al momento non sono disponibili conferme indipendenti sull’entità dei danni.
02:34 – Raid di precisione Usa e sauditi contro milizie filo-iraniane
Il Centcom ha annunciato che, insieme alle forze armate saudite, ha condotto una serie di attacchi di precisione nell’Iraq orientale contro gruppi armati sostenuti dall’Iran.
Secondo la ricostruzione americana, gli obiettivi erano depositi di armi e basi logistiche utilizzate da milizie incaricate dai Pasdaran di colpire militari statunitensi e infrastrutture energetiche saudite. Washington sostiene che l’operazione rappresenti la risposta a oltre trenta attacchi con droni lanciati contro obiettivi americani nelle ultime 72 ore.
02:22 – Il petrolio vola dopo l’attacco iraniano
La riaccensione del conflitto ha avuto effetti immediati sui mercati energetici.
Nelle contrattazioni asiatiche il Wti è salito di oltre il 3,7%, raggiungendo gli 82,22 dollari al barile, mentre il Brent ha guadagnato oltre il 3%, attestandosi a 84,57 dollari. Gli operatori temono nuove ripercussioni sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita una quota significativa del petrolio mondiale.
00:24 – Axios: missili iraniani contro una base Usa in Giordania
Le prime indiscrezioni sull’attacco erano state diffuse nella notte dal giornalista di Axios, Barak Ravid, secondo cui l’Iran aveva lanciato missili balistici contro una base americana in Giordania.
Un funzionario statunitense aveva riferito che tutti gli ordigni erano stati intercettati, ricostruzione successivamente confermata dal Centcom.
IL PUNTO – Tensione ai massimi dopo l’incontro Trump-Netanyahu
La nuova escalation arriva all’indomani del colloquio tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca. Al termine dell’incontro, il premier israeliano ha definito il faccia a faccia «eccellente», ribadendo che Israele continuerà a impedire all’Iran di acquisire capacità nucleari militari.
Il nuovo scambio di attacchi tra Teheran e Washington, unito ai raid in Iraq e agli episodi registrati nello Stretto di Hormuz, segna la fine della breve fase di relativa calma delle ultime notti e riporta il Medio Oriente in una situazione di massima tensione, con il timore di un’ulteriore estensione del conflitto.


