
L’Italia entra nella fase statisticamente più calda dell’anno. Dopo alcuni giorni di temperature in graduale aumento, il caldo africano sta interessando gran parte della Penisola, con valori elevati soprattutto nelle aree interne lontane dal mare. Si tratta però di una situazione pienamente coerente con il periodo dell’anno e che, almeno per il momento, non presenta caratteristiche eccezionali. Accanto al rialzo delle temperature, l’altro elemento da tenere sotto osservazione sarà l’instabilità atmosferica, destinata a favorire la formazione di forti temporali pomeridiani su numerose zone del Paese.
Temperature elevate soprattutto nelle aree interne
Nella giornata di giovedì 30 luglio le temperature hanno raggiunto i valori più elevati nelle pianure e nelle vallate interne del Centro-Nord. Tra le massime più alte si segnalano 38°C a Trento, Rovereto, Sondrio, Firenze e Grosseto, mentre diverse città hanno toccato i 37°C, tra cui Pordenone, Frosinone, Terni, Foggia, Cosenza e Benevento.
Valori compresi tra 34 e 36°C hanno interessato numerosi capoluoghi come Milano, Torino, Bologna, Verona, Padova, Roma, Napoli e Taranto. Lungo le coste, invece, la presenza delle brezze marine ha mantenuto il clima decisamente più sopportabile, con massime generalmente comprese tra 28 e 31°C su gran parte dei litorali adriatici e tirrenici.
I “giorni della merla dell’estate”: perché fa più caldo proprio adesso
Il periodo compreso tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto rappresenta, dal punto di vista climatologico, il momento mediamente più caldo dell’anno sull’Italia. Per questo motivo alcuni meteorologi definiscono simbolicamente il 29, 30 e 31 luglio come i “giorni della merla dell’estate”, richiamando l’analogo concetto utilizzato per il periodo più freddo dell’inverno.
La spiegazione risiede nell’inerzia termica. Dopo settimane di intenso irraggiamento solare, il terreno e soprattutto il Mar Mediterraneo raggiungono il massimo accumulo di calore, determinando le temperature medie più elevate dell’anno anche se le giornate hanno già iniziato lentamente ad accorciarsi dopo il solstizio di giugno.
Nessun record e caldo in linea con il periodo
Nonostante la percezione di afa e temperature elevate, i valori registrati in queste ore risultano soltanto di poco superiori alle medie climatiche della fine di luglio e restano ben lontani dagli estremi osservati in altre ondate di calore degli ultimi anni.
Anche le temperature minime continuano a mantenersi relativamente contenute in molte zone del Paese, grazie a notti ancora piuttosto fresche soprattutto nelle aree interne e montane. Il quadro attuale, quindi, appare tipico dell’apice dell’estate mediterranea e non presenta, almeno per ora, caratteristiche eccezionali.
Il picco tra venerdì e lunedì, con locali punte di 40 gradi
Secondo le attuali previsioni, il culmine di questa fase calda sarà raggiunto tra venerdì 31 luglio e lunedì 3 agosto. Le temperature subiranno solo un lieve ulteriore incremento, generalmente nell’ordine di uno o due gradi.
Le punte più elevate potranno essere raggiunte nelle pianure interne della Toscana e dell’Umbria, dove città come Firenze, Grosseto, Terni e Frosinone potrebbero avvicinare o localmente toccare i 40°C. Sul resto del Paese i valori resteranno prevalentemente compresi tra 33 e 38°C, mentre lungo le coste continuerà a farsi sentire l’effetto mitigatore del mare.
Attenzione ai temporali di calore
L’altro protagonista dei prossimi giorni sarà l’instabilità atmosferica. A partire da venerdì e per buona parte della prossima settimana saranno frequenti i temporali di calore, fenomeni tipici dell’estate che si sviluppano quando l’aria molto calda e umida nei bassi strati incontra infiltrazioni più fresche in quota.
I rovesci interesseranno soprattutto Alpi e Appennini, ma in diversi casi potranno estendersi anche alle pianure vicine e ad alcuni tratti costieri. I fenomeni potranno risultare localmente intensi, con nubifragi, grandinate, forti raffiche di vento e improvvisi cali della temperatura, pur rimanendo distribuiti in modo irregolare sul territorio.
Dopo il caldo, possibile cambiamento nella prima decade di agosto
Le elaborazioni dei principali modelli previsionali indicano un primo indebolimento dell’anticiclone tra 4 e 5 agosto, seguito da un possibile cambiamento più marcato nella seconda parte della settimana successiva.
Tra 8 e 9 agosto potrebbe infatti concretizzarsi l’arrivo di correnti più fresche dal Nord Europa, con un generale calo delle temperature e un aumento dell’instabilità su gran parte della Penisola. Trattandosi di una tendenza a diversi giorni di distanza, sarà comunque necessario attendere gli aggiornamenti dei prossimi giorni per confermarne intensità e localizzazione.


