
Dopo il duro j’accuse di Beppe Grillo, arriva anche l’intervento di Davide Casaleggio, che torna a criticare l’evoluzione del Movimento 5 Stelle. In un’intervista al Corriere della Sera, l’imprenditore ed erede politico del cofondatore Gianroberto Casaleggio evita di entrare direttamente nelle polemiche interne, ma lancia una serie di accuse che fotografano, a suo giudizio, il profondo cambiamento del Movimento rispetto alle sue origini.
Secondo Casaleggio, il vero dato politico è la perdita di consenso: «Più di due terzi dell’elettorato sono venuti meno», osserva, sostenendo che il dibattito sull’identità del M5S rischia di distogliere l’attenzione dalle grandi trasformazioni in atto, a partire dall’impatto dell’intelligenza artificiale sull’economia e sul lavoro.
“La vera identità perduta è la capacità di guardare al futuro”
Casaleggio afferma di non voler commentare «le liti altrui», ma coglie l’occasione per criticare l’intera politica italiana, accusata di occuparsi esclusivamente del consenso elettorale invece di affrontare le grandi sfide dei prossimi anni.
«Mentre discutiamo di identità perdute, l’intelligenza artificiale sta riscrivendo l’economia: interi settori, milioni di posti di lavoro e la distribuzione stessa della ricchezza. Chi in politica sta lavorando su questo? Nessuno», afferma.
Per il fondatore di Rousseau, la vera “identità perduta” non riguarda soltanto il Movimento 5 Stelle, ma la capacità della politica di elaborare una visione strategica sul futuro del Paese.
Il garante? “In futuro potrebbe essere un’intelligenza artificiale”
Tra i passaggi più sorprendenti dell’intervista c’è quello dedicato alla figura del garante del Movimento, ruolo storicamente ricoperto da Beppe Grillo.
Secondo Casaleggio, in prospettiva questo compito potrebbe essere svolto da un sistema di intelligenza artificiale, capace di verificare in modo oggettivo il rispetto dei principi contenuti nello statuto.
«In futuro il ruolo di custode dei principi di un’organizzazione potrebbe essere affidato a un’AI, capace di verificare in modo trasparente se ogni decisione rispetta i valori fondativi scritti nello statuto. Non è fantascienza», sostiene.
Il ricordo di Gianroberto Casaleggio
Casaleggio replica anche alle dichiarazioni di Andrea Stroppa, collaboratore di Elon Musk, secondo cui il Movimento dovrebbe “tornare” al padre Gianroberto Casaleggio.
«Ringrazio per il riconoscimento. Ma mio padre non voleva possedere un partito», afferma, spiegando che l’obiettivo del cofondatore del M5S era dimostrare che i cittadini potessero organizzarsi autonomamente per superare le logiche della politica tradizionale.
«Quell’idea non torna indietro a nessuno: va avanti. E oggi gli strumenti per realizzarla sono mille volte più potenti», aggiunge.
Lo scontro sulle regole e sul simbolo
Casaleggio torna infine sulla disputa relativa al simbolo e alle regole interne del Movimento, lasciando intendere che le modifiche introdotte negli ultimi anni abbiano snaturato il progetto originario.
«Le regole erano scritte. Poi chi è rimasto le ha cambiate e ne risponde davanti agli iscritti e ai giudici», dichiara.
L’imprenditore, tuttavia, invita a non fermarsi alla sola battaglia sul logo: il vero problema, sostiene, è la crescente disaffezione degli italiani nei confronti della politica.
«Il tema del Paese non è chi possiede un simbolo. È che più della metà degli elettori non va a votare, perché vede politici occupati a contare le poltrone invece che le riforme. Il simbolo più abbandonato d’Italia è la scheda elettorale», conclude.
Le dichiarazioni di Casaleggio arrivano all’indomani del duro intervento di Beppe Grillo, confermando come la frattura tra i fondatori del Movimento e l’attuale dirigenza guidata da Giuseppe Conte appaia ormai sempre più profonda.


