
A volte sono documenti già acquisiti da anni a riportare l’attenzione su un procedimento giudiziario. Non sempre emergono nuovi elementi, ma può accadere che il materiale raccolto durante un’indagine venga riesaminato con strumenti diversi o con una qualità tale da consentire osservazioni che, in precedenza, non erano state formulate. È proprio su questo principio che si fonda la nuova iniziativa della difesa di Massimo Bossetti, che punta ora l’attenzione sulle fotografie ad alta definizione realizzate nel corso delle indagini.
La disponibilità di immagini più dettagliate dei reperti ha infatti spinto i legali del muratore di Mapello a chiedere ulteriori verifiche davanti alla magistratura. Secondo la difesa, l’esame del materiale fotografico avrebbe fatto emergere aspetti che rendono necessario un nuovo approfondimento tecnico sui reperti e sui campioni biologici conservati.
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Le fotografie al centro della richiesta
La recente consegna alla difesa delle fotografie ad alta risoluzione realizzate dal Ris di Parma durante le indagini rappresenta il punto di partenza della nuova richiesta avanzata da Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio.
Dopo aver esaminato le immagini e visionato i reperti, i difensori Claudio Salvagni e Paolo Camporini hanno depositato un’istanza con la quale chiedono una serie di ulteriori accertamenti tecnici.
Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Salvagni, la difesa sarebbe rimasta sorpresa da quanto emerso dall’analisi delle fotografie in alta definizione e dall’osservazione del materiale conservato. Per questo motivo i legali chiedono spiegazioni sui rilievi formulati e la possibilità di procedere a nuovi esami nell’ottica della ricerca della verità.

L’udienza fissata a Bergamo
Le richieste saranno esaminate il prossimo 5 ottobre davanti alla Corte d’Assise di Bergamo, che agirà come giudice dell’esecuzione.
Nel decreto di fissazione dell’udienza, firmato dalla presidente Patrizia Ingrasci, viene richiamata l’istanza presentata dalla difesa, che chiede di procedere alla ricognizione dei reperti e dei campioni biologici, all’acquisizione della documentazione tecnica, amministrativa e di laboratorio relativa al materiale conservato e all’autorizzazione delle attività tecniche richieste.
Tra le richieste figura anche la consegna in formato Excel delle caratterizzazioni genetiche anonimizzate, già acquisite in precedenza in formato cartaceo.

Le richieste della difesa
L’iniziativa dei legali nasce quindi direttamente dall’analisi delle immagini ad alta definizione, considerate dalla difesa un elemento che rende opportuno un ulteriore approfondimento sul materiale raccolto durante l’inchiesta.
L’obiettivo dell’istanza è ottenere la possibilità di esaminare nuovamente reperti e campioni biologici, insieme alla documentazione tecnica relativa alla loro conservazione e alle attività di laboratorio svolte nel corso delle indagini.
Sarà ora la Corte d’Assise di Bergamo a valutare le richieste formulate dai difensori di Massimo Bossetti nel corso dell’udienza fissata per il 5 ottobre. La decisione riguarderà esclusivamente gli approfondimenti tecnici richiesti dalla difesa, dopo l’esame delle fotografie ad alta risoluzione realizzate dal Ris di Parma, elemento che ha dato origine alla nuova iniziativa processuale.


