
Gli incendi boschivi continuano a mettere in ginocchio la Grecia, dove il forte vento sta alimentando numerosi roghi, rendendo estremamente difficili le operazioni di spegnimento. Le situazioni più critiche si registrano nel sud di Creta e sull’isola di Lesbo, nel nord-est del Mar Egeo, dove le autorità hanno mantenuto attivi i piani di emergenza, disposto evacuazioni preventive e rafforzato i dispositivi di soccorso.
Il bilancio è drammatico: tre vigili del fuoco hanno perso la vita durante le operazioni di contrasto alle fiamme.
Il maxi incendio nel sud di Creta
Il fronte più esteso interessa la regione di Rethymno, dove le fiamme hanno raggiunto le aree vicine ai villaggi di Krya Vrysi e Orne, fino alla località balneare di Agia Galini.
Per contenere il rogo sono stati impiegati mezzi aerei antincendio, squadre di vigili del fuoco a terra, volontari e autobotti comunali. Tuttavia, le raffiche di vento hanno reso particolarmente complesse le operazioni, favorendo la rapida propagazione delle fiamme.
Evacuata Agia Galini, turisti allontanati
Nella serata di ieri le autorità hanno ordinato l’evacuazione di Agia Galini attraverso il sistema nazionale di allerta 112.
Il provvedimento ha interessato anche numerosi turisti stranieri presenti nella località. Sul territorio sono state predisposte sette ambulanze, mentre l’Associazione degli albergatori di Rethymno si è attivata per individuare strutture disponibili ad accogliere gli sfollati.
L’intera area di Creta resta classificata con un livello di rischio incendi 4, definito “molto elevato”.
Raffiche fino a 125 chilometri orari
A rendere ancora più difficile la situazione sono le condizioni meteorologiche.
Secondo Kostas Lagouvardos, direttore della ricerca dell’Osservatorio nazionale di Atene, nel sud della regione di Rethymno le raffiche di vento hanno raggiunto i 125 chilometri orari.
I meteorologi greci hanno inoltre avvertito che i venti settentrionali potrebbero toccare forza 8 e localmente forza 9 sulla scala Beaufort in alcune aree dell’Egeo, aumentando il rischio di nuovi focolai e di rapide riaccensioni.
Fiamme anche sull’isola di Lesbo
Un secondo vasto incendio continua a bruciare nei pressi di Plomari, sull’isola di Lesbo.
Anche in questo caso sono impegnati vigili del fuoco, mezzi aerei, unità comunali, polizia e guardia costiera, mentre l’isola è stata inserita tra le aree con rischio incendi di categoria 4.
Le autorità monitorano costantemente l’evoluzione del rogo, preoccupate soprattutto per le forti raffiche di vento che potrebbero alimentare nuovi incendi o riattivare quelli già domati.
La nube di fumo raggiunge Atene
L’enorme colonna di fumo prodotta dagli incendi di Creta si è estesa fino alla zona di Atene, mescolandosi con quella proveniente dai roghi che interessano l’area dei Dardanelli, nella Turchia nord-occidentale.
Secondo le simulazioni atmosferiche elaborate da AtmoHUB, il fumo si trova però a quote elevate e, almeno al momento, non dovrebbe provocare un significativo peggioramento della qualità dell’aria al livello del suolo nella capitale greca.


