Vai al contenuto

Fakir, l’autopsia: sangue nei polmoni. L’avvocato della famiglia: “Asfissia da compressione”

Pubblicato: 24/07/2026 15:15

I primi riscontri dell’autopsia eseguita sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne morto domenica a Bologna dopo un intervento delle forze dell’ordine e dei soccorritori, sembrano confermare quanto era già emerso dalla Tac preliminare effettuata il giorno precedente. L’esame medico-legale, disposto dalla Procura di Bologna e svolto all’ospedale Sant’Orsola, avrebbe evidenziato la presenza di una notevole quantità di sangue nei polmoni.

Secondo le prime valutazioni medico-legali, questo elemento potrebbe indicare che l’uomo sia deceduto per un soffocamento provocato dal proprio sangue. Si tratta però di un’ipotesi ancora al vaglio degli specialisti: solo gli accertamenti in corso potranno stabilire con precisione il meccanismo che ha portato al decesso e il ruolo delle diverse possibili cause.

All’autopsia hanno partecipato anche i consulenti nominati dalle parti coinvolte. Per i familiari della vittima era presente un medico-legale incaricato dall’avvocato Fabio Anselmo, mentre un secondo consulente ha assistito all’esame per conto del legale che rappresenta i due poliziotti e i quattro operatori del 118 intervenuti durante i soccorsi.

Le prime ipotesi emerse dagli esami troverebbero inoltre un possibile riscontro nei video registrati durante l’intervento di domenica pomeriggio in via Svevo. Oltre alle riprese effettuate da alcuni residenti, gli investigatori stanno analizzando anche le immagini della bodycam indossata da uno degli agenti, che documentano le fasi iniziali dell’immobilizzazione di Fakir.

I periti avranno ora fino a 90 giorni di tempo per depositare la relazione definitiva. Il loro compito sarà chiarire se l’emorragia che ha interessato i polmoni sia stata la causa diretta della morte oppure una concausa, insieme ad altri fattori che potrebbero aver contribuito al decesso.

L’inchiesta della Procura prosegue nell’ambito di un fascicolo per omicidio colposo. Al momento i due poliziotti intervenuti e i quattro operatori della Croce Rossa risultano iscritti nel registro previsto per gli accertamenti preliminari, una posizione che consente lo svolgimento delle indagini garantendo loro il diritto di partecipare agli accertamenti tecnici.

Oltre all’esame autoptico, i magistrati hanno disposto ulteriori verifiche attraverso esami istologici e tossicologici. I consulenti dovranno inoltre valutare la correttezza delle manovre di rianimazione eseguite dal personale sanitario e ricostruire nel dettaglio la sequenza degli eventi che hanno preceduto la morte del 42enne.

“L’autopsia dovrà chiarire le cause della morte e tutto ciò che è avvenuto durante l’intervento”, ha dichiarato l’avvocato Gabriele Bordoni, difensore dei due poliziotti. Il legale ha sottolineato che l’indagine dovrà prendere in esame non solo l’operato degli agenti e dei sanitari, ma anche le condizioni cliniche dell’uomo prima dell’intervento.

Bordoni ha inoltre spiegato di essere in attesa delle conclusioni dei consulenti sulla Tac eseguita prima dell’autopsia, dopo le indiscrezioni secondo cui l’esame avrebbe evidenziato una compromissione delle vie respiratorie. Il difensore ha infine ricordato che i due agenti, “molto giovani”, stanno vivendo la vicenda con forte coinvolgimento umano e ha ribadito che, secondo quanto emergerà anche dalle registrazioni delle comunicazioni di servizio, avrebbero richiesto per due volte l’intervento dell’automedica durante le operazioni di soccorso.

Il legale della famiglia di Fakir: “Emerge un quadro di asfissia da compressione”

Dopo i primi approfondimenti medico-legali, l’avvocato della famiglia, Fabio Anselmo, afferma che dagli elementi finora emersi sembrerebbe delinearsi un quadro compatibile con un’asfissia da compressione, precisando però che saranno necessari ulteriori esami prima di arrivare a conclusioni definitive.

«Credo emerga un quadro da asfissia da compressione. Ora ci saranno altri approfondimenti e attendiamo le conclusioni dei periti», ha dichiarato il legale all’Adnkronos, sottolineando che gli accertamenti sono ancora in corso e che sarà il lavoro dei consulenti tecnici a chiarire le cause del decesso.

L’avvocato Anselmo ha inoltre rivolto un ringraziamento al consulente della famiglia, il professor Fineschi, evidenziando il contributo fornito nell’attività di analisi. «Ringrazio il professor Fineschi, nostro consulente, per il contributo che sta dando per il raggiungimento della verità sulla morte di Fakir», ha dichiarato il legale.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 24/07/2026 18:25

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure