
La nuova Italia di Roberto Mancini potrebbe ripartire anche dai talenti con doppio passaporto. Dopo il ritorno sulla panchina azzurra, il commissario tecnico è chiamato ad avviare un nuovo ciclo, con l’obiettivo di ricostruire una Nazionale competitiva senza rinunciare al coraggio che aveva caratterizzato il suo primo mandato. Tra le piste più interessanti c’è quella dei calciatori eleggibili per più selezioni nazionali, alcuni dei quali potrebbero rappresentare un’importante risorsa per il futuro dell’Italia.
Già nella sua precedente esperienza Mancini aveva dimostrato di non avere preclusioni, convocando giocatori provenienti da percorsi molto diversi e valorizzando anche chi non era nato in Italia ma possedeva i requisiti per vestire la maglia azzurra. Una filosofia che potrebbe tornare d’attualità in un momento in cui la Nazionale cerca nuove soluzioni soprattutto in attacco e sulle corsie offensive.
Da Soulé a Castro, i profili che intrigano il Ct
Tra i nomi che attirano maggiormente l’attenzione c’è quello di Matías Soulé. L’esterno argentino aveva già ricevuto in passato aperture dall’Italia, ma aveva scelto di aspettare la chiamata dell’Albiceleste. Oggi, però, lo scenario è cambiato: l’esordio con la nazionale argentina non è mai arrivato e la forte concorrenza potrebbe riaprire il discorso con l’Italia, soprattutto in un reparto che negli ultimi anni ha faticato a trovare giocatori di fantasia e qualità.
Situazione simile per Santiago Castro, attaccante che rappresenterebbe un’opzione importante per un reparto offensivo alla ricerca di nuove certezze. Anche lui aveva privilegiato l’Argentina, ma senza riuscire a trovare spazio nella selezione campione del mondo. Le sue caratteristiche, diverse rispetto agli attaccanti oggi presenti nel giro azzurro, potrebbero convincere Mancini a tentare un nuovo assalto.
Gli altri osservati speciali
L’elenco dei possibili rinforzi comprende anche Nicolò Tresoldi, attaccante nato in Germania ma con origini italiane, il centrocampista brasiliano Breno Bidon, il fantasista argentino Álvaro Montoro, il trequartista Giovanni Baroni e il difensore Matteo Palma, cresciuto tra Germania e Italia.
Si tratta di profili molto diversi tra loro, accomunati dalla possibilità di scegliere quale nazionale rappresentare e da un potenziale che potrebbe risultare prezioso in prospettiva. Per alcuni la strada verso l’Italia appare complessa, mentre altri potrebbero valutare con maggiore attenzione un progetto tecnico che garantisca spazio e continuità.
Non solo nuovi innesti: ci sono anche i talenti da blindare
Parallelamente alla ricerca di nuovi profili, la Federazione dovrà lavorare per evitare di perdere alcuni giovani italiani che possiedono un secondo passaporto e potrebbero decidere di rappresentare un’altra nazionale.
Tra i casi più significativi c’è quello di Michael Kayode, ormai affermatosi in Premier League e considerato uno dei terzini italiani più promettenti. Seguono il centrocampista ex Lecce e neo-acquisto dello Sporting CP Issa Doumbia, il fantasista del Milan Alphadjo Cissè, l’attaccante Mohamed Alì Zoma, la punta Antonio Arena, oltre a Dominic Vavassori, Guido Della Rovere e il portiere Renato Marin, volato dalla Roma al PSG e ora girato in prestito in Portogallo. Tutti giocatori che potrebbero diventare protagonisti nei prossimi anni e sui quali l’Italia punta per evitare di disperdere un patrimonio tecnico costruito nei vivai.
La sfida di Mancini guarda al futuro
La nuova gestione tecnica non si limiterà a scegliere i migliori giocatori del momento, ma dovrà costruire una Nazionale competitiva anche nel medio e lungo periodo. In questo contesto i talenti con doppio passaporto rappresentano una risorsa da monitorare con attenzione, sia per ampliare il bacino di selezione sia per evitare che giovani cresciuti calcisticamente in Italia scelgano altre nazionali.
Mancini ha già dimostrato in passato di saper individuare profili poco considerati e valorizzarli nel contesto azzurro. La sua seconda avventura sulla panchina dell’Italia potrebbe ripartire anche da qui, con scelte coraggiose e una rete di osservazione sempre più internazionale.


