
L’emergenza migratoria a Ceuta assume proporzioni senza precedenti. Secondo le stime riportate dal quotidiano spagnolo El País, nelle ultime 24 ore almeno 49mila migranti avrebbero attraversato il confine tra il Marocco e l’exclave spagnola. Un dato che, se confermato dal Ministero dell’Interno di Madrid, rappresenterebbe oltre la metà degli 85mila abitanti della città autonoma. Intanto, il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi: i morti durante i tentativi di attraversamento a nuoto sono saliti ad almeno 24.
Tra le persone arrivate a Ceuta figurano almeno 7mila minori non accompagnati, che sono ora affidati alla tutela delle autorità locali. La città si trova in una situazione di forte pressione, con strutture di accoglienza ormai al limite della capacità e servizi essenziali sempre più difficili da garantire.
Nel frattempo, secondo El País, centinaia di migranti stanno già facendo ritorno in Marocco. Molti decidono di lasciare Ceuta via mare o attraverso i valichi di frontiera, raccontando di non riuscire a trovare un posto dove dormire, cibo o assistenza. Alcuni hanno inoltre denunciato episodi di ostilità da parte di residenti, con lanci di pietre e minacce nei confronti dei nuovi arrivati.

La situazione resta drammatica anche sul fronte dei soccorsi. La Guardia Civil e i servizi di emergenza sono stati messi a dura prova dall’arrivo di migliaia di persone in poche ore, riuscendo a intervenire soprattutto per assistere i feriti. Dall’inizio del 2026, i migranti morti nelle acque di Ceuta sono saliti a 45, un dato ormai vicino al totale registrato nell’intero 2025. Nelle ultime ore sono state inoltre soccorse 117 persone, trasferite nel Centro di permanenza temporanea per immigrati (Ceti), già fortemente sovraffollato.
Di fronte all’emergenza, il governo spagnolo ha rafforzato la propria presenza nell’exclave. Il premier Pedro Sánchez e il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska sono attesi a Ceuta, dove nelle scorse ore è stato disposto anche l’invio dell’esercito a supporto della Guardia Civil. Sánchez ha assicurato che Madrid sta mobilitando tutte le risorse disponibili e collaborando con le autorità marocchine e internazionali per riportare la situazione sotto controllo.
Sul piano politico, la crisi ha acceso lo scontro interno in Spagna. Il leader del partito di ultradestra Vox, Santiago Abascal, ha parlato di una vera e propria “invasione di migranti“, accusando il governo di aver favorito gli ingressi irregolari. L’esecutivo ha respinto con fermezza le accuse, definendole un utilizzo “demagogico” della vicenda e negando qualsiasi collegamento tra gli arrivi e la recente regolarizzazione straordinaria di alcuni migranti.
La crisi di Ceuta ha avuto ripercussioni anche sul piano europeo. In Italia, la premier Giorgia Meloni ha annunciato l’intenzione di valutare una stretta nei rapporti con la Spagna, arrivando a ipotizzare la chiusura dello spazio Schengen tra i due Paesi. Una posizione che ha provocato la reazione del governo di Madrid, che ha convocato l’ambasciatore italiano per esprimere il proprio disappunto.
Sul fronte diplomatico, Madrid e Rabat hanno concordato un rafforzamento della cooperazione per contenere nuovi attraversamenti. Il governo marocchino attribuisce il massiccio afflusso di migranti alle organizzazioni criminali che sfruttano la vulnerabilità delle persone, ribadendo di non favorire l’immigrazione irregolare. La Spagna punta invece ad accelerare i rimpatri di chi è entrato illegalmente nell’exclave.
Anche la Commissione europea segue con attenzione gli sviluppi. Bruxelles ha espresso disponibilità a fornire ulteriore sostegno operativo e finanziario a Madrid, compreso un possibile rafforzamento della presenza di Frontex. L’emergenza richiama la crisi del 2021, quando circa 8mila migranti entrarono a Ceuta in un solo giorno, alimentando una grave tensione diplomatica tra Spagna e Marocco. Oggi, l’Unione europea considera la gestione delle frontiere esterne una priorità e valuta nuove misure per affrontare quella che si profila come una delle più gravi crisi migratorie degli ultimi anni.


