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Morte Franco Baresi, Ibrahimovic shock: “Quel gesto non è proprio piaciuto”

Pubblicato: 01/08/2026 12:25

Il mondo del pallone sta attraversando ore di profondo dolore e grande commozione per la scomparsa di Franco Baresi, una vera e propria icona del calcio globale e simbolo indiscutibile di una disciplina che ha saputo rivoluzionare nel corso della sua straordinaria carriera. La figura dello storico capitano rossonero trascende i semplici numeri e la sterminata bacheca di trofei conquistati sul campo. Baresi ha ridefinito radicalmente il ruolo del difensore moderno, trasformando la fase difensiva in un’arte fatta di intuizione, posizionamento e leadership Carismatica. L’intera comunità sportiva, senza distinzioni di bandiera o rivalità di campanile, si è stretta attorno alla famiglia del campione e al club milanese, moltiplicando i messaggi di affetto, rispetto e totale ammirazione per ciò che il numero sei ha rappresentato per generazioni di appassionati.

Un tributo unanime dal mondo dello sport

Dal momento esatto in cui si è diffusa la triste notizia della sua scomparsa all’età di sessantasei anni, a causa di una grave malattia contro cui combatteva da tempo, si è scatenata una vera e propria gara di ricordi toccanti e omaggi sentiti. Ex compagni di squadra, avversari storici, dirigenti attuali e istituzioni sportive hanno voluto rendere pubblica la propria gratitudine per un atleta che ha segnato un’epoca irripetibile. I tifosi del Milan hanno riportato alla memoria le storiche immagini delle coppe alzate al cielo e la capacità unica di Baresi di guidare il gruppo nei momenti più complessi, mentre molti addetti ai lavori hanno ricordato la leggendaria finale dei Mondiali di USA novantaquattro, giocata con una prestazione monumentale a pochissimi giorni da un delicato intervento chirurgico al menisco. Il club rossonero ha avviato una lunga serie di iniziative commemorative coinvolgendo anche la prima squadra impegnata nelle tournée all’estero. Ai messaggi del Milan si sono uniti subito quelli dei club rivali storici come la Juventus, l’Inter, la Roma e il Napoli, dimostrando quanto il rispetto per l’uomo e per il campione superasse qualsiasi rivalità agonistica. Parole piene di commozione sono arrivate dai suoi storici compagni di reparto come Paolo Maldini, Alessandro Costacurta e Filippo Galli, oltre che da altre colonne del calcio italiano come Giuseppe Bergomi, a testimonianza di un legame indissolubile nato sui campi di gioco di tutto il mondo.

Le ragioni di un assenza rumorosa

In questo oceano di messaggi di cordoglio e di ricordi colmi di affetto, l’attenzione dei media e dei tifosi è stata inevitabilmente attirata da una mancanza che sta facendo discutere moltissimo l’ambiente milanista. La totale assenza di comunicazioni o post dedicati da parte di Zlatan Ibrahimovic ha sorpreso e infastidito una vasta porzione della tifoseria. Lo svedese, che oggi ricopre il ruolo di senior advisor per il gruppo RedBird ed è quindi una delle figure dirigenziali di maggior riferimento all’interno del Milan contemporaneo, non ha ancora espresso pubblicamente alcun pensiero per celebrare la memoria dello storico capitano. Trattandosi di un personaggio da sempre estremamente presente, incisivo e attivo sulle piattaforme social, questo comportamento ha generato un forte contrasto con il flusso ininterrotto di omaggi giunti da ogni parte del pianeta. I tifosi evidenziano come Ibrahimovic abbia avuto modo di conoscere personalmente Baresi e come, nella sua veste ufficiale all’interno della società, un segnale pubblico fosse ampiamente dovuto e ci si aspettasse un intervento immediato per rendere onore a chi ha fondato la storia moderna del club.

Le reazioni della tifoseria e il clima di polemica

Il mancato messaggio dell’ex attaccante svedese ha riacceso in modo violento il dibattito sui canali social e nei forum dedicati ai sostenitori rossoneri. L’ambiente milanista, già particolarmente critico verso la gestione societaria e verso alcune uscite recenti dei vertici dirigenziali, ha interpretato questo silenzio come un segnale di freddezza o distacco nei confronti delle radici e dei valori storici della squadra. Sebbene non si possa escludere che un messaggio possa arrivare nelle prossime ore o che la scelta sia stata quella di vivere il dolore in forma strettamente privata, la tempistica ha inevitabilmente alimentato le polemiche. Nel contesto moderno della comunicazione sportiva, dove la presenza sui social media rappresenta un canale fondamentale di contatto con la piazza, la scelta di non pubblicare alcuna dichiarazione formale o un semplice ricordo personale rischia di appesantire ulteriormente il rapporto tra la dirigenza e un popolo di tifosi ancora profondamente scosso per la perdita di una delle sue icone più grandi e amate di sempre.

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Ultimo Aggiornamento: 01/08/2026 12:40

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