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Ceuta, com’è la situazione dopo l’emergenza: presidi di esercito e polizia

Pubblicato: 02/08/2026 12:24

Dopo l’eccezionale afflusso di oltre 50 mila persone provenienti dal Marocco in meno di 24 ore, la situazione a Ceuta sta progressivamente tornando sotto controllo. La città autonoma spagnola, che conta meno di 85 mila abitanti, resta però presidiata da un imponente dispositivo di sicurezza composto da polizia ed esercito, mentre alcune centinaia di migranti si trovano ancora all’interno dell’enclave in attesa di una soluzione.

Secondo le autorità spagnole, la gran parte delle persone entrate durante la crisi è già rientrata in Marocco. Rimangono invece soprattutto migranti provenienti dall’Africa subsahariana, che avevano raggiunto il Marocco come tappa del loro viaggio verso l’Europa e che ora chiedono protezione internazionale.

Oltre 48 mila rimpatri, ma centinaia di persone sono ancora in città

Il governo di Madrid sostiene che, dei circa 50 mila ingressi registrati, oltre 48.500 persone abbiano già fatto ritorno oltre confine. Molti dei cittadini marocchini rientrati avevano attraversato la frontiera approfittando del momentaneo allentamento dei controlli e sono poi tornati nelle proprie abitazioni.

Diversa la situazione dei migranti provenienti dall’Africa subsahariana. Non disponendo di un luogo dove rientrare facilmente, molti hanno deciso di restare a Ceuta con l’obiettivo di presentare una domanda di asilo, diritto riconosciuto dalla normativa internazionale. Le autorità spagnole, tuttavia, non sono ancora in grado di esaminare rapidamente tutte le richieste.

Centri di accoglienza al completo e migranti accampati all’aperto

L’emergenza ha messo sotto forte pressione il sistema di accoglienza della città. I centri temporanei risultano ormai completamente saturi e numerosi migranti trascorrono le giornate e le notti all’aperto, in particolare lungo una spiaggia dove ricevono assistenza limitata. Alcuni hanno cercato di nascondersi sulle colline circostanti nel tentativo di evitare i controlli e trovare successivamente un modo per raggiungere la Spagna continentale attraverso i traghetti.

Nel frattempo sono riprese anche le attività commerciali. Molti negozi hanno riaperto, seppur con particolari misure di prudenza, come l’accesso contingentato o le serrande parzialmente abbassate. Dopo giorni di chiusura, numerosi residenti sono tornati a fare acquisti, insieme ad alcuni migranti che disponevano di denaro.

Tra solidarietà, tensioni e controlli rafforzati

La popolazione locale continua a vivere sentimenti contrastanti. Molti abitanti hanno espresso solidarietà nei confronti dei migranti, sottolineando che la maggior parte di loro non ha provocato disordini. Altri manifestano invece preoccupazione per la sicurezza e criticano la gestione dell’emergenza da parte del governo di Pedro Sánchez.

Nei giorni scorsi si sono registrate anche alcune manifestazioni politiche e sporadici episodi di tensione verbale. Parallelamente prosegue il pattugliamento delle strade da parte delle forze dell’ordine e dei militari inviati dalla penisola per garantire il controllo della situazione.

Installata una barriera galleggiante, continua il recupero delle vittime

Per evitare nuovi ingressi irregolari, il governo spagnolo ha iniziato a installare una barriera galleggiante lunga oltre 500 metri nel tratto di mare utilizzato da molti migranti per raggiungere Ceuta a nuoto. L’obiettivo è scoraggiare nuovi attraversamenti, anche se diversi osservatori sottolineano che la misura potrebbe spingere chi tenterà comunque la traversata a percorsi ancora più lunghi e rischiosi.

Intanto proseguono le operazioni di recupero delle vittime. Il bilancio della tragedia umanitaria resta pesante: almeno 67 persone hanno perso la vita, nella quasi totalità dei casi mentre cercavano di raggiungere a nuoto l’enclave spagnola.

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