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“Nuova ondata di migranti in arrivo”. La data che spaventa l’Europa, cosa succede

Pubblicato: 04/08/2026 18:42

L’Unione europea alza la guardia dopo la crisi migratoria di Ceuta e teme che una nuova ondata di arrivi possa verificarsi già attorno a Ferragosto. Nel corso della videoconferenza dei ministri dell’Interno dei Paesi membri è emersa una linea comune: rafforzare il controllo delle frontiere esterne, intensificare i rimpatri e contrastare con maggiore efficacia le reti criminali che organizzano il traffico di migranti.

Al centro del confronto anche la necessità di migliorare la capacità di prevenzione. I ministri hanno concordato sull’importanza di sviluppare sistemi di allerta precoce, monitorare i social media per individuare campagne di disinformazione e rafforzare la cooperazione con i Paesi terzi, nel timore che nuove partenze possano essere favorite da false informazioni diffuse online.

Secondo il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska, dall’inizio dell’emergenza sono entrati illegalmente a Ceuta circa 72mila migranti, ma oltre 70mila sarebbero già rientrati in Marocco. Per Madrid, la situazione è oggi sotto controllo e non vi sarebbe stato alcun concreto rischio di movimenti secondari verso il resto dello spazio Schengen.

Proprio su questo punto resta però aperto lo scontro con l’Italia. Grande-Marlaska ha definito «incomprensibile» la decisione del governo italiano di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere aeree e marittime, chiedendone la revoca immediata e sostenendo che le misure non sarebbero né necessarie né proporzionate.

A replicare è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha escluso qualsiasi iniziativa contro la Spagna. Il ripristino dei controlli, ha spiegato, rappresenta una misura esclusivamente cautelare e organizzativa, prevista dal Codice Frontiere Schengen e già utilizzata in numerose occasioni da altri Stati membri, compresa la stessa Spagna.

Nel suo intervento Piantedosi ha anche ricordato le difficoltà affrontate dall’Italia durante la crisi di Lampedusa del 2023, sottolineando come il Paese abbia dovuto gestire da solo una forte pressione migratoria. Il ministro ha quindi ribadito la necessità di collegare la cooperazione economica con i Paesi terzi a una più efficace collaborazione sui rimpatri e sulla gestione dei flussi migratori.

Sul fronte europeo, il commissario agli Affari interni Magnus Brunner ha annunciato un piano articolato che prevede il rafforzamento di Frontex, nuove infrastrutture nei punti più sensibili delle frontiere esterne e un regime di sanzioni contro le organizzazioni criminali che favoriscono il traffico di migranti. Bruxelles punta inoltre a rafforzare il monitoraggio della disinformazione online per anticipare eventuali nuove partenze di massa.

Intanto continua ad aggravarsi il bilancio umano della crisi. Nelle ultime ore le autorità spagnole hanno riferito della morte di 17 migranti, rimasti alla deriva per quindici giorni nel tentativo di raggiungere le Baleari. Soltanto due persone sono sopravvissute e sono state soccorse in condizioni gravissime. A Ceuta proseguono inoltre le ricerche dei numerosi dispersi, mentre le famiglie continuano a lanciare appelli per ritrovare figli e parenti scomparsi.

Con l’avvicinarsi del 15 agosto, cresce quindi la preoccupazione delle autorità europee per una possibile nuova ondata migratoria favorita dalle condizioni meteo estive e dall’azione dei trafficanti. Per questo Bruxelles chiede il massimo livello di coordinamento tra gli Stati membri, nella convinzione che prevenzione, controllo delle frontiere e cooperazione internazionale saranno determinanti per evitare il ripetersi di quanto accaduto a Ceuta.

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