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Conte difende il green pass e critica l’obbligo vaccinale: “Sull’over 50 ho visto una volontà di persecuzione”

Pubblicato: 06/08/2026 22:59

Giuseppe Conte torna sulle decisioni prese durante la pandemia e rivendica la linea adottata dal suo governo sul green pass, distinguendola dall’obbligo vaccinale introdotto dal governo Draghi per gli over 50. L’ex presidente del Consiglio è intervenuto durante l’audizione davanti alla commissione d’inchiesta Covid, rispondendo alle domande del deputato di Fratelli d’Italia Francesco Filini.

Secondo Conte, il certificato verde rappresentava una misura di tutela collettiva e non un obbligo mascherato alla vaccinazione. “Non facciamo confusione”, ha spiegato, sottolineando la differenza tra il green pass e l’obbligo vaccinale. Per l’ex premier si trattava di una sorta di “onere” per chi sceglieva di non vaccinarsi, mantenendo comunque la possibilità di non sottoporsi al trattamento.

Conte: “Il green pass era una misura di protezione”

Nel corso dell’audizione, Conte ha chiarito di non aver mai sostenuto che le persone non vaccinate fossero automaticamente portatrici del virus, definendo questa interpretazione una ricostruzione errata. Secondo l’ex presidente del Consiglio, nel momento in cui il vaccino era disponibile, contrastarne l’utilizzo sarebbe stato “illogico e antiscientifico”.

La posizione di Conte si concentra quindi sulla differenza tra incentivare la vaccinazione attraverso strumenti come il green pass e imporre un obbligo diretto. A suo giudizio, il primo strumento lasciava una scelta individuale, mentre il secondo avrebbe rappresentato un passaggio ulteriore.

“Sull’obbligo over 50 ho visto qualcosa che andava oltre”

L’ex leader del Movimento 5 stelle ha invece criticato la decisione del governo Draghi sull’obbligo vaccinale per gli over 50, sostenendo di aver percepito un atteggiamento che andava oltre la semplice tutela sanitaria.

“Lì ci ho visto, lo posso dire pubblicamente, un po’ la volontà di persecuzione che c’è stata in altri Paesi”, ha dichiarato Conte, precisando di riferirsi a un clima politico e sociale che, secondo lui, avrebbe assunto toni eccessivi nei confronti di chi non voleva vaccinarsi.

Conte ha ricordato anche di aver parlato con l’allora ministro della Salute Roberto Speranza e con il presidente del Consiglio Mario Draghi per tentare di evitare l’introduzione dell’obbligo per gli over 50. Una posizione che, ha detto, derivava dalle sue convinzioni personali e non da una ricerca di consenso politico.

“Lo abbiamo votato perché altrimenti cadeva il governo”

L’ex premier ha infine spiegato il motivo per cui il Movimento 5 stelle votò comunque i provvedimenti del governo Draghi, compreso l’obbligo vaccinale. Secondo Conte, il sostegno parlamentare era legato alla necessità di evitare una crisi dell’esecutivo.

“Ogni volta cadeva il Governo”, ha affermato, citando anche il caso della riforma Cartabia: secondo Conte, il Movimento aveva cercato di modificarla attraverso un confronto politico, ma alla fine aveva votato il provvedimento per garantire la continuità dell’esecutivo.

Conte ha collegato questa dinamica anche a scelte successive, sostenendo che il mancato sostegno al governo avrebbe potuto portare a scenari politici diversi, compreso il tema del riarmo affrontato negli anni successivi.

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