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Vannacci rilancia la remigrazione: «Rastrellamento a Rogoredo, cittadinanza dopo 20 anni e stop ai ricongiungimenti»

Pubblicato: 06/08/2026 07:14

Roberto Vannacci alza il livello dello scontro sull’immigrazione e presenta la linea dura di Futuro Nazionale: abolizione del decreto flussi, aumento dei centri per i rimpatri, barriere fisiche lungo la rotta balcanica, impiego dell’esercito e criteri molto più severi per ottenere la cittadinanza italiana.

Durante una conferenza alla Camera, l’ex generale ha rivendicato il concetto di remigrazione, inteso come ritorno degli stranieri nei Paesi di origine, e ha giudicato insufficienti le misure adottate finora dal governo. Futuro Nazionale voterà a favore del decreto sul Patto europeo per migrazione e asilo, ma non sosterrà la fiducia: per Vannacci si tratta di un intervento utile, ma ancora lontano dall’affrontare il problema alla radice.

Esercito, rimpatri e barriere alle frontiere

Tra le proposte avanzate figura l’abolizione del decreto flussi, accompagnata dalla triplicazione dei Cpr e dalla costruzione di barriere fisiche lungo la rotta balcanica, sul modello di Ceuta. Le forze armate dovrebbero essere utilizzate per controllare il territorio, individuare gli irregolari, creare aree di contenimento e rendere più rapidi i rimpatri.

Particolarmente dura la frase pronunciata sul quartiere milanese di Rogoredo, dove Vannacci propone di impiegare i militari per un «rastrellamento». L’europarlamentare ha difeso la scelta del termine, definendolo appartenente al linguaggio tecnico e tattico militare. Le risorse necessarie, secondo il leader di Futuro Nazionale, dovrebbero essere sottratte al sistema dell’accoglienza e trasferite alle attività di controllo e respingimento.

Il riferimento internazionale è soprattutto all’Australia, dove chi entra illegalmente può essere escluso definitivamente dalla possibilità di ottenere un permesso di soggiorno. Vannacci guarda anche alla Norvegia, citata per la scelta di limitare l’accesso degli stranieri ai sussidi durante i primi anni di permanenza.

Cittadinanza dopo 20 anni e stretta sui ricongiungimenti

La linea proposta riguarda anche gli stranieri regolarmente residenti. Vannacci vuole portare da dieci a venti anni il periodo di residenza continua necessario per chiedere la cittadinanza italiana, sostenendo che questa non possa essere considerata una conseguenza automatica del lavoro o della permanenza nel Paese.

Per ottenere la cittadinanza servirebbero inoltre esami centralizzati di lingua italiana, cultura generale e conoscenza della Costituzione. Il livello linguistico richiesto dovrebbe salire dal B1 al C1, mentre la gestione delle prove non dovrebbe essere affidata a cooperative o organizzazioni sindacali.

Stretta anche sul ricongiungimento familiare. Secondo Vannacci, chi arriva in Italia per lavorare e successivamente vuole riunirsi con la propria famiglia dovrebbe essere aiutato a tornare nel Paese di origine, anziché trasferire stabilmente i familiari sul territorio italiano.

L’ex generale ha poi attaccato Forza Italia, accusata di avere contrastato al Parlamento europeo le proposte di Futuro Nazionale sugli hub per migranti fuori dall’Unione, sulle barriere fisiche e sul rafforzamento del ruolo di Frontex nel controllo degli ingressi irregolari.

Sul fronte economico, Vannacci ha confermato infine il no al fondo europeo Safe per la difesa. A suo giudizio, non si tratta di risorse regalate dall’Europa, ma di nuovi prestiti destinati a gravare sul debito italiano, con costi e interessi ancora non sufficientemente chiari.

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