
Il buio della notte è stato improvvisamente squarciato dal boato sordo della montagna che cede, un suono tremendo che ha trasformato la quiete delle prime ore dell’alba in un momento di pura emergenza. In pochi istanti, una forza della natura distruttiva e inarrestabile si è riversata a valle, spazzando via ogni cosa sul suo cammino e portando con sé panico e devastazione. Tra urla di allarme, il rumore frenetico dei mezzi di soccorso e il baluginare delle luci di emergenza che fendevano la foschia, decine di famiglie e turisti sono stati costretti ad abbandonare di corsa le proprie stanze, lasciando indietro i propri averi per sfuggire a una morsa di fango e roccia che minacciava di travolgere intere strutture.
La dinastia del fango
Un’imponente colata detritica ha devastato la zona di Gisse a San Giovanni, situata all’interno della suggestiva Valle Aurina, nel territorio dell’Alto Adige. La causa scatenante dell’evento va ricercata nelle violente e incessanti precipitazioni meteo che si sono abbattute sulla regione durante le ore notturne. La massa fangosa e i detriti si sono originati ad alte quote, precisamente nel corso del Rio Rosso all’altezza della Malga Daimer. Scivolando a velocità spaventosa verso il fondo della vallata, l’ingente quantità di materiale ha infine raggiunto il letto del torrente Aurino, provocandone un pericoloso sbarramento temporaneo che mantiene alta l’attenzione degli esperti idrologici.
Le operazioni di soccorso
Nonostante la gravità della situazione e l’enorme volume di materiale franato, fortunatamente non si registrano feriti o vittime. A titolo puramente precauzionale, le autorità locali hanno disposto la tempestiva evacuazione di un albergo e tre abitazioni, mettendo in salvo un totale di circa 120 persone. Chiunque si trovasse nell’impossibilità di raggiungere la parte alta della vallata oltre il punto critico viene attualmente accolto presso la vicina località di Lutago. Lì gli sfollati ricevono adeguata assistenza da parte dei Vigili del fuoco volontari e dagli operatori della Squadra di pronto intervento della Croce bianca di Brunico.
La viabilità dell’area ha subito pesanti ripercussioni e la principale arteria stradale della Valle Aurina è stata completamente chiusa al traffico per ragioni di sicurezza. Sul luogo del disastro sono operativi numerosi escavatori e mezzi movimento terra inviati da diverse imprese private per rimuovere il blocco di detriti. Per garantire la continuità dei lavori anche durante le ore buie, le squadre di emergenza utilizzano potenti fari di ricerca e droni specializzati, fondamentali per monitorare costantemente l’evoluzione del fronte franoso e garantire la sicurezza degli operatori sul campo.
L’intera macchina dei soccorsi è guidata dal Centro operativo comunale della Valle Aurina e dalla centrale di intervento distrettuale, attivati immediatamente per gestire la crisi. L’imponente schieramento di forze vede la partecipazione coesa e capillare dei Vigili del fuoco volontari di San Giovanni, Lutago, Campo Tures, Molini di Tures e Riobianco, affiancati dal personale della caserma di Cadipietra posizionato in stato di preallarme. Al loro fianco operano in perfetta sinergia gli uomini del Soccorso alpino, la Croce bianca, la Direzione sanitaria dei soccorsi e le pattuglie dei Carabinieri, tutti impegnati nell’assicurare la massima protezione della popolazione interessata.


