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Trump furioso sulle scorte militari Usa: nel mirino i rapporti sull’arsenale a rischio

Pubblicato: 06/08/2026 22:29

Il presidente Donald Trump respinge con forza gli allarmi sulle condizioni degli arsenali americani dopo le notizie diffuse dai media statunitensi sulle difficoltà legate alla disponibilità di missili intercettori e munizioni. Il tycoon ha definito false le ricostruzioni sulla presunta carenza di armamenti e ha annunciato conseguenze per chi, a suo giudizio, avrebbe diffuso informazioni dannose per il Paese.

Secondo Trump, gli Stati Uniti dispongono ancora di enormi quantità di munizioni, mentre l’industria della difesa sarebbe impegnata nella costruzione di nuovi impianti per aumentare la produzione. In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth, il presidente ha attaccato i responsabili delle dichiarazioni sulla scarsità di missili, parlando di possibili “lunghe pene detentive”.

Hegseth difeso da Trump dopo le indiscrezioni

Le polemiche hanno coinvolto anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth, indicato da alcune ricostruzioni giornalistiche come possibile destinatario della rabbia presidenziale. Secondo quanto riportato dal Washington Post, Trump avrebbe chiesto spiegazioni sulla riduzione delle scorte militari durante un incontro a Camp David.

Il presidente, però, ha difeso pubblicamente il capo del Pentagono, accusando i media di diffondere “fake news”. Anche la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha respinto le indiscrezioni definendo la ricostruzione “falsa al 100%” e ribadendo la fiducia di Trump nei confronti di Hegseth.

Missili Patriot e Thaad sotto pressione dopo il conflitto

Le preoccupazioni principali riguarderebbero soprattutto i sistemi di difesa aerea utilizzati durante la guerra contro l’Iran. Secondo alcune analisi citate dai media americani, gli Stati Uniti avrebbero consumato una parte significativa delle riserve di intercettori Thaad e Patriot, con ritmi di utilizzo superiori alla capacità dell’industria di rifornire rapidamente gli arsenali.

Una valutazione del Center for Strategic and International Studies (Csis) avrebbe stimato una forte riduzione delle disponibilità rispetto ai livelli precedenti al conflitto. Il ripristino delle scorte originarie, secondo queste analisi, potrebbe richiedere diversi anni.

Le ricostruzioni indicano inoltre che gli Stati Uniti avrebbero utilizzato gran parte delle riserve di Atacms e Precision Strike Missiles durante l’operazione militare denominata Epic Fury, condotta tra la fine di febbraio e aprile.

Tensioni sullo Stretto di Hormuz e nuovi scontri in Yemen

Sul fronte diplomatico, resta alta l’attenzione sulla possibile apertura dello Stretto di Hormuz nell’ambito dell’intesa tra Iran e Oman. Secondo fonti iraniane citate dall’agenzia Fars, alcuni corridoi marittimi resteranno chiusi in attesa dell’accordo definitivo, mentre il traffico navale dovrebbe essere successivamente concentrato in un percorso centrale gestito congiuntamente.

Nel frattempo, mentre a Roma proseguono i colloqui tra Israele e Libano, si registrano nuovi combattimenti nello Yemen. Decine di soldati delle forze governative yemenite sarebbero morti in un attacco missilistico condotto dai ribelli Houthi nel centro del Paese.

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