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Fauci dichiarato in oltraggio al Congresso dalla commissione del Senato: ora rischia un’indagine penale

Pubblicato: 06/08/2026 16:36

L’ex immunologo della Casa Bianca Anthony Fauci, figura chiave della risposta degli Stati Uniti alla pandemia di Covid-19, è stato dichiarato in oltraggio al Congresso da una commissione del Senato dopo essersi avvalso del Quinto Emendamento per non rispondere alle domande sul suo ruolo nella gestione dell’emergenza sanitaria. La mozione è stata approvata con otto voti favorevoli e sette contrari, aprendo la strada a un possibile deferimento al procuratore federale, anche se il procedimento dovrà superare ulteriori passaggi parlamentari.

Nel corso dell’audizione della scorsa settimana, Fauci si è appellato più di cento volte al diritto costituzionale di non rispondere a domande che potrebbero comportare un’autoincriminazione. La decisione è stata duramente contestata dai repubblicani, che hanno promosso la risoluzione approvata dalla commissione.

Lo scontro sul Quinto Emendamento

A sostenere la mozione è stato il senatore repubblicano del Kentucky, Rand Paul, da tempo tra i principali critici dell’ex consulente sanitario. Secondo Paul, Fauci non correva alcun rischio di essere perseguito a livello federale e avrebbe quindi dovuto rispondere alle domande della commissione.

Il senatore ha precisato che il voto non riguardava le politiche sanitarie adottate durante la pandemia né le opinioni espresse da Fauci, ma il principio secondo cui un testimone beneficiario di una grazia presidenziale possa rifiutarsi di rispondere dopo essere stato convocato dal Congresso.

Fauci ha invece motivato il ricorso al Quinto Emendamento sostenendo di avere fondati timori di un possibile procedimento penale. In una dichiarazione ha affermato che le ripetute richieste di Rand Paul dimostravano la volontà di ottenere qualsiasi affermazione che potesse essere utilizzata contro di lui, ricordando le dichiarazioni pubbliche del senatore che aveva più volte auspicato di vederlo “dietro le sbarre”.

I prossimi passaggi e gli ostacoli in Senato

I democratici hanno difeso la scelta dell’ex infettivologo, sostenendo che, alla luce delle dichiarazioni di alcuni esponenti repubblicani favorevoli a un suo procedimento penale, il ricorso al Quinto Emendamento fosse pienamente legittimo.

La grazia concessa dall’allora presidente Joe Biden, secondo quanto riportato dall’Associated Press, copre gli atti compiuti tra il 2014 e il gennaio 2025, ma non impedisce eventuali procedimenti statali né possibili indagini legate a testimonianze che dovessero essere ritenute false.

Dopo il voto della commissione, la questione potrebbe essere trasmessa all’ufficio del procuratore federale di Washington, che valuterà se aprire un’indagine. Prima, però, la risoluzione dovrà essere approvata dall’intero Senato, dove per il via libera sono necessari 60 voti. Considerata l’attuale composizione dell’aula, con i repubblicani che dispongono di 53 seggi, il raggiungimento della soglia richiesta appare al momento incerto.

Il senatore democratico del Michigan, Gary Peters, ha definito il voto della commissione un precedente potenzialmente pericoloso, sostenendo che punire un testimone per aver esercitato un diritto garantito dal Quinto Emendamento potrebbe scoraggiare in futuro la collaborazione con le commissioni parlamentari e indebolire una tutela prevista dalla Costituzione statunitense.

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