
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è entrato all’Assemblea Generale dell’Onu per tenere il suo discorso, ma al suo ingresso decine di diplomatici di numerose delegazioni hanno abbandonato la sala in segno di protesta, lasciando l’aula mezza vuota tra cori pro-Palestina. Di fronte alla fuga delle delegazioni, il leader non ha usato mezzi termini: «Chi ha lasciato l’aula è un codardo morale, se ce ne sono altri se me vadano subito». Il primo ministro ha poi rivendicato la linea dura, ricordando che i soldati israeliani combattono da tre anni una «guerra su sette fronti» e rivendicando i successi sul campo: «Abbiamo martellato Hamas e colpito duramente Hezbollah». Durante il suo intervento, Netanyahu ha difeso l’operato del proprio paese definendo la contesa anche come una «battaglia per la verità» contro la diffusione di falsità, aggiungendo che «accusare Israele di genocidio è la più grande bugia del secolo» e attaccando direttamente Qatar, Turchia e il presidente Recep Tayyip Erdogan. Nel corso del discorso c’è stato spazio anche per una precisazione sulle violenze nei territori occupati, con il premier che ha definito i coloni violenti «un pugno di giovani teppisti».
Le proteste in piazza, l’arresto di Susan Sarandon e la replica di Mamdani

Mentre dentro il Palazzo di Vetro risuonavano le parole di Netanyahu, all’esterno la tensione è sfociata in veri e propri disordini. Susan Sarandon, una delle più note attrici di Hollywood reduce dalla recente partecipazione alla Mostra del Cinema di Venezia, è stata arrestata a New York nella giornata di oggi, giovedì 24 settembre, mentre insieme ad altre persone si trovava a manifestare nelle strade che costeggiano il Palazzo di Vetro. L’attrice si trovava insieme alla candidata del partito democratico al Congresso Darializa Avila Chevalier e al consigliere comunale Chi Ossé, alla manifestazione organizzata da Jewish Voice for Peace, alla quale avevano preso parte ben 250 persone. La polizia ha preso in custodia sia la star che i due esponenti politici, come dimostrano alcuni scatti che hanno iniziato a circolare subito dopo il fermo.
Non è certamente un mistero che Sarandon abbia espresso in più occasioni il suo dissenso nei confronti della politica americana attuale e soprattutto ha parlato apertamente di Israele e della gravità di quanto sta accadendo a Gaza. Anche durante la conferenza stampa del film The Echo Chamber, presentato a Venezia, la diva di Hollywood aveva utilizzato parole piuttosto dure nei confronti del cinema americano che, infatti, dopo le sue dichiarazioni politiche pro-Palestina, l’ha lentamente emarginata. L’attrice ha ribadito con forza la sua posizione: “Non mi propongono più film per il mio sostegno alla Palestina. È stata una rivelazione scoprire quanto denaro gli Usa diano a Israele”.
Sempre sul fronte delle reazioni, un attacco durissimo dal podio dell’Onu era stato riservato dal premier anche al neo-eletto sindaco di New York Zohran Mamdani, definito «anti-semita». «Vergognati per aver diffuso bugie», ha tuonato Netanyahu sostenendo che molti ebrei di New York «non si sentono sicuri da quando è stato eletto sindaco», aggiungendo: «Non mi puoi mettere a tacere, non puoi mettere a tacere la verità». Pochi minuti prima dell’intervento, Mamdani ha risposto senza pronunciare una parola alle accuse del premier israeliano, che lo aveva criticato per il sostegno ad Hamas e «l’incitamento alle rivolte contro gli ebrei di New York». In un video diffuso sui social, il primo cittadino ha piantato un ulivo a Gracie Mansion e cenato con famiglie palestinesi di Gaza, affidando il suo messaggio a una didascalia su X: «Che la pace sia il nostro futuro».


