
La microbiologa Maria Rita Gismondo interviene sull’audizione dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte davanti alla Commissione Covid e solleva una serie di interrogativi sulla gestione della prima fase della pandemia. Secondo l’esperta, nel corso dell’intervento dell’ex premier sarebbe mancato un riferimento alle vittime di Bergamo, una delle aree più colpite dall’emergenza sanitaria del 2020.
“Tutto (o quasi) può essere discutibile, ma in un’audizione che è stata una vera e propria lezione ex cattedra, non è ammissibile dimenticare le vittime di Bergamo”, ha dichiarato Gismondo. La microbiologa ha ricordato le decisioni prese nelle settimane iniziali della pandemia, chiedendosi perché furono istituite zone rosse nei territori di Codogno e Lodi, mentre non vennero adottati provvedimenti analoghi nell’area bergamasca.
I dubbi sulla gestione della prima fase della pandemia
Tra gli aspetti evidenziati dalla microbiologa c’è anche il mancato annullamento della partita di Champions League Atalanta-Valencia, disputata a Milano il 19 febbraio 2020, pochi giorni prima dell’esplosione dei contagi in Lombardia. Per Gismondo, quella fase resta uno dei capitoli da chiarire nella ricostruzione delle decisioni prese dalle autorità.
L’esperta, che era in prima linea nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2020, quando venne individuato il primo caso italiano di Covid-19 a Codogno, ha presentato una lunga serie di domande che, a suo giudizio, non avrebbero ancora ricevuto risposte.
Tra queste, Gismondo cita il ruolo del Comitato tecnico scientifico durante l’emergenza e contesta alcune scelte comunicative e scientifiche adottate nei mesi più difficili della pandemia. “Perché non citare che una nota rivista scientifica internazionale ha giudicato il nostro Cts come il peggiore in assoluto?”, ha chiesto la microbiologa.
Le critiche su cure, vaccini e responsabilità
Nel suo intervento, Gismondo ha inoltre sollevato dubbi sull’approccio terapeutico adottato nella gestione dei malati Covid, criticando quella che definisce l’impostazione basata su tachipirina e vigile attesa. “Perché non riconoscere di aver sbagliato nell’aver, di fatto, imposto questa linea?”, ha affermato.
La microbiologa ha poi posto interrogativi anche sulla comunicazione relativa ai vaccini anti Covid, sostenendo che fosse noto che non garantissero la completa protezione dal contagio, e ha chiesto chiarimenti sulle vicende dei medici sospesi o radiati durante l’emergenza.
“Perché riversare sulle Regioni responsabilità che avrebbero dovuto essere superate dai Dpcm?”, ha aggiunto Gismondo, indicando nella prossima ripresa dei lavori della Commissione un’occasione per affrontare questi temi. “A settembre vorrei sentir parlare di questo”, ha concluso.


