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Italia, allarme terrorismo: in manette un ragazzo minorenne

Pubblicato: 07/08/2026 09:13

Un ragazzo italiano di 16 anni, di origine straniera e residente in provincia di Como, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Il provvedimento cautelare è stato eseguito in provincia di Grosseto, dove il giovane si trovava in vacanza con la famiglia. Il 16enne, incensurato, è ora al centro di un’inchiesta che ha ricostruito un presunto percorso di radicalizzazione attraverso la rete.

I profili online e la propaganda jihadista

L’indagine è partita da una segnalazione dell’Aisi relativa a un utente attivo su una piattaforma di messaggistica istantanea. Attraverso diversi profili, l’internauta avrebbe diffuso materiale di propaganda di matrice jihadista e riconducibile all’Isis.

Gli accertamenti e i servizi investigativi sul territorio hanno permesso di ricondurre i diversi account al 16enne. Secondo quanto emerso, il ragazzo utilizzava frequentemente una Vpn e altri strumenti per rendere più difficile la tracciabilità delle proprie attività online. Attraverso questi sistemi avrebbe avuto accesso anche a un noto sito di propaganda di Daesh.

La perquisizione: video e immagini dell’Isis

Gli elementi raccolti durante le prime fasi dell’indagine hanno portato l’autorità giudiziaria a delegare alla Digos di Milano una perquisizione personale e informatica nei confronti del minore.

Gli investigatori avrebbero trovato una grande quantità di file digitali riconducibili allo Stato Islamico, alcuni dei quali tradotti in diverse lingue. Tra il materiale sequestrato figuravano video e immagini di propaganda, contenuti relativi ad addestramenti, esecuzioni e anasheed, oltre a materiale di matrice suprematista e neonazista.

Nel corso degli accertamenti sarebbero inoltre emerse conversazioni nelle quali il ragazzo esprimeva esplicitamente il proprio sostegno all’Isis. In particolare, il 16enne avrebbe affermato di aver collaborato in passato alla realizzazione di contenuti propagandistici dell’organizzazione terroristica.

Trovato anche un video sulla fabbricazione di un ordigno

Tra i materiali acquisiti dagli investigatori ci sarebbe anche un video in lingua russa, contrassegnato con il logo dello Stato Islamico, dedicato alla fabbricazione di un ordigno esplosivo improvvisato attraverso materiali di immediata reperibilità.

Gli ultimi riscontri investigativi avrebbero così rafforzato, secondo gli inquirenti, il quadro relativo al percorso di radicalizzazione del minorenne e ai suoi contatti con soggetti ritenuti organici a Daesh.

Sulla base degli elementi raccolti, la Procura minorile ha quindi chiesto al Gip l’applicazione di una misura cautelare nei confronti del 16enne, poi eseguita dalla polizia.

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