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Italia, si sente male in cantiere ma nessuno chiama i soccorsi: morte atroce a 35 anni

Pubblicato: 07/08/2026 10:10

Un malore durante il primo giorno di lavoro, poi il trasferimento nell’abitazione del titolare e un’attesa di oltre due ore prima della chiamata ai soccorsi. È la sequenza al centro dell’inchiesta della Procura di Padova sulla morte di un operaio moldavo di 35 anni, arrivato in Italia appena 24 ore prima della tragedia.

Sei persone indagate

La Procura ha iscritto nel registro degli indagati sei persone, tutte di origine romena, con l’accusa di omissione di soccorso aggravata dall’evento morte. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dopo che il 35enne si è sentito male nel cantiere non sarebbe stato richiesto immediatamente l’intervento del 118. Il gruppo, secondo quanto riportato negli atti, avrebbe temuto di “incorrere in ulteriori ripercussioni”.

L’allarme sarebbe stato lanciato soltanto più di due ore dopo il malore, quando le condizioni dell’uomo erano ormai disperate.

Dal cantiere alla casa del titolare

I fatti risalgono al 4 agosto. L’operaio si sarebbe sentito male poco dopo le 14 mentre era impegnato nel cantiere. Su indicazione del titolare dell’impresa, due colleghi lo avrebbero accompagnato nell’abitazione dell’imprenditore, che avrebbe tentato di rianimarlo.

Successivamente sarebbero intervenute anche la zia e la cugina del titolare. Le due donne avrebbero caricato il 35enne in automobile con l’intenzione di accompagnarlo in ospedale. Ma l’intervento dei soccorsi sarebbe stato richiesto soltanto dopo una nuova emergenza.

L’allarme nel parcheggio del supermercato

Le due donne si sarebbero infatti fermate nel parcheggio di un supermercato a Saonara, preoccupate per il peggioramento delle condizioni dell’uomo. A quel punto sono stati chiamati i carabinieri e il personale del Suem 118.

I sanitari hanno tentato a lungo di rianimare il 35enne, senza però riuscire a salvargli la vita. Secondo alcuni testimoni, al momento della richiesta di intervento l’uomo sarebbe apparso già privo di segni vitali.

L’autopsia dovrà chiarire le cause della morte

La pubblico ministero Claudia Brunino ha disposto l’autopsia. I primi accertamenti indicano come possibile causa del decesso un infarto, che potrebbe essere stato favorito anche dalle temperature elevate registrate quel giorno.

Sul caso pesa inoltre un altro elemento emerso dall’inchiesta: il 35enne, al suo primo giorno di lavoro in Italia, sarebbe stato impiegato senza un regolare contratto. Gli accertamenti dovranno ora ricostruire con precisione quanto accaduto dal momento del malore fino alla richiesta di intervento e chiarire eventuali responsabilità.

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Ultimo Aggiornamento: 07/08/2026 11:38

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