
Scoppia la polemica alla commemorazione della tragedia di Marcinelle. Durante la cerimonia in ricordo dei 262 lavoratori morti nella miniera, alcuni rappresentanti della CGIL hanno scelto di voltare le spalle mentre interveniva il presidente del Senato Ignazio La Russa.
Un gesto immediatamente finito al centro dello scontro politico, anche perché La Russa stava partecipando alla commemorazione in rappresentanza delle istituzioni e ha letto il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Le immagini della protesta hanno iniziato rapidamente a circolare sui media e sui social.
Meloni contro la CGIL: «Disprezzo verso le istituzioni»
Durissima la reazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito la protesta «grave e vergognosa». Secondo la premier, voltare le spalle in quel momento ha significato trasformare una contestazione politica in un gesto rivolto contro le istituzioni dello Stato, proprio durante una cerimonia dedicata alla memoria delle vittime.
Meloni ha insistito soprattutto su un punto: a compiere il gesto sono stati rappresentanti di un’organizzazione sindacale che ha tra le proprie funzioni quella di tutelare e rappresentare i lavoratori. Una circostanza che, secondo la presidente del Consiglio, rende l’episodio ancora più grave.
«Marcinelle non è il luogo delle divisioni politiche»
Per Meloni, Marcinelle dovrebbe essere sottratta alle contrapposizioni di parte. Un luogo simbolo del sacrificio degli emigrati italiani, della dignità del lavoro e della memoria collettiva non può diventare, secondo la premier, il teatro di una protesta politica contro una delle massime cariche dello Stato.
Le fotografie dei rappresentanti della CGIL di spalle sono state rilanciate anche dall’europarlamentare di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza e hanno acceso una polemica destinata a proseguire.


