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Ceuta, Martelli scuote la sinistra: “Schlein, se ci sei batti un colpo”

Pubblicato: 09/08/2026 20:32

La crisi migratoria di Ceuta riporta al centro del dibattito politico italiano le profonde differenze che attraversano il centrosinistra sul tema dell’immigrazione. A mettere il dito nella piaga è stato Claudio Martelli, ex ministro della Giustizia ed esponente storico del Partito socialista, intervenuto durante 4 di sera su Rete 4. Il suo messaggio è stato rivolto soprattutto alla segretaria del Pd Elly Schlein, chiamata a chiarire quale sia la linea del principale partito dell’opposizione: “Se ci sei, batti un colpo”.

Martelli ha affrontato il tema partendo da un principio che, a suo giudizio, dovrebbe appartenere a qualsiasi forza politica di sinistra intenzionata a governare il fenomeno migratorio. “È del tutto evidente che nessun Paese è in condizioni di accogliere tutti”, ha affermato, richiamando anche le differenti politiche adottate negli anni dai governi di centrosinistra.

Martelli: “L’immigrazione deve essere governata”

L’ex Guardasigilli ha ricordato la fase di maggiore apertura coincisa con i governi guidati da Enrico Letta e Matteo Renzi, per poi soffermarsi sulla svolta impressa da Marco Minniti quando assunse la guida del ministero dell’Interno. Una politica più rigorosa che, ha osservato Martelli, provocò forti discussioni proprio all’interno del centrosinistra.

Minniti, secondo Martelli, mostrò però la volontà di affrontare concretamente il problema: “Mostrava una determinazione nel governare l’immigrazione, perché di questo si tratta: di governare”. Il punto, quindi, non sarebbe scegliere semplicemente tra apertura e chiusura delle frontiere, ma costruire una politica capace di controllare e gestire i flussi senza lasciare che siano le emergenze a dettare l’agenda.

La crisi di Ceuta ha riportato con forza questa questione al centro del confronto europeo e italiano, mostrando quanto rapidamente una pressione migratoria concentrata su una frontiera esterna possa trasformarsi in un problema politico per diversi Paesi dell’Unione.

Le divisioni nel campo largo

Martelli ha quindi spostato l’attenzione sul campo largo e sulle difficoltà di costruire un’alleanza tra forze che, proprio sull’immigrazione, mantengono posizioni sensibilmente differenti. Secondo l’ex ministro, il problema non riguarda soltanto i rapporti tra maggioranza e opposizione, ma investe direttamente la capacità del centrosinistra di presentarsi agli elettori con una proposta politica riconoscibile.

“La questione delle questioni è: chi guiderà l’alleanza?”, ha osservato Martelli. Le distanze, a suo giudizio, sono evidenti. Esistono differenze tra Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico, così come tra il Pd e il Movimento 5 Stelle, che sull’immigrazione avrebbe una posizione più severa rispetto a quella espressa da una parte dei democratici.

Non c’è affatto una visione comune”, ha sottolineato Martelli, arrivando a mettere in dubbio persino l’esistenza di una posizione pienamente condivisa all’interno dello stesso Partito Democratico. Una difficoltà che potrebbe diventare ancora più evidente nel momento in cui il centrosinistra dovrà trasformare l’ipotesi di alleanza elettorale in un programma comune di governo.

L’affondo contro Schlein: “Se ci sei, batti un colpo”

È a questo punto che Martelli ha chiamato direttamente in causa Elly Schlein. Secondo l’ex ministro, spetta soprattutto alla segretaria del Pd indicare una direzione e chiarire quale politica sull’immigrazione il partito intenda sostenere, anche in vista della costruzione di un’eventuale coalizione alternativa al centrodestra.

Dipende da Elly Schlein. Se ci sei batti un colpo, si diceva una volta”, ha concluso Martelli. Una battuta che contiene però una critica politica precisa: senza una posizione definita del principale partito del centrosinistra, le differenze tra le diverse componenti dell’opposizione rischiano di emergere ogni volta che l’immigrazione torna al centro dell’agenda.

Il caso Ceuta, dunque, non rappresenta soltanto una nuova emergenza alle frontiere europee. Per l’opposizione italiana diventa anche un banco di prova politico, perché costringe Pd, Movimento 5 Stelle e Avs a confrontarsi su uno dei temi sui quali le rispettive sensibilità appaiono ancora lontane da una sintesi comune.

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