
Si è spento uno dei personaggi più emblematici della storia istituzionale della Prima Repubblica, un uomo capace di influenzare gli equilibri di potere senza mai sedere negli scranni dell’aula parlamentare. E’ morto a Roma ieri pomeriggio Massimiliano Cencelli, aveva 90 anni. Funzionario della Democrazia Cristiana degli anni ’60, divenne famoso per il manuale che prese il suo cognome, il “Manuale Cencelli”. In realtà un’espressione giornalistica riferita all’assegnazione di ruoli politici e governativi ad esponenti di vari partiti o correnti in proporzione al loro peso. Un ‘manuale’ entrato anche nel linguaggio politico. Ancora oggi, a distanza di decenni, è citato persino nei testi universitari e soprattutto, quando si devono distribuire incarichi, ministeri, presidenze o responsabilità rispettando equilibri e pesi diversi.
Il suo intuito numerico nell’amministrazione del consenso ha segnato decenni di vita pubblica, trasformandolo in un punto di riferimento imprescindibile per la gestione della macchina statale. Il suo è ancora oggi uno dei cognomi più autorevoli nelle segreterie politiche, eppure non è mai entrato in Parlamento, né in un consiglio regionale o comunale. Ci provò al Comune di Roma con la Margherita di Francesco Rutelli, nel 2005, ma forse senza la necessaria convinzione. Per decenni, fino al collasso della Dc, è stato un semplice funzionario di partito.
Il regista nell’ombra che ha inventato la matematica del potere
Dietro le quinte delle grandi scelte strategiche, il suo lavoro contabile ha retto le fondamenta del sistema politico italiano durante le fasi più complesse del secondo dopoguerra. Ma più importante di ministri e sottosegretari: se quegli esponenti politici stavano (e stanno ancora oggi) seduti sulle loro poltrone, era soltanto grazie alle regole che Cencelli aveva scritto in un manuale mai pubblicato.
La sua straordinaria parabola umana e professionale descrive alla perfezione la complessa alchimia dei palazzi romani. La sua carriera è rimasta quella del dirigente partitico, attento a fare in modo che gli equilibri tra le diverse correnti della Dc reggessero. Il “manuale” è stato lo strumento ideato per far funzionare gli ingranaggi, dapprima all’interno della Balena Bianca, successivamente nei rapporti di forza tra alleati. Un’eredità concettuale destinata a sopravvivere al suo creatore e a rimanere impressa a lettere di fuoco nel lessico della politica nazionale.


