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Terremoto 7,4 in Colombia: palazzi crollati, vittime e feriti. “Bambini sotto le macerie di un ospedale

Pubblicato: 10/08/2026 16:42

Un terremoto di magnitudo superiore a 7 ha colpito la Colombia, facendo tremare gran parte del Paese. L’epicentro è stato localizzato nei pressi di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, nel nord-ovest, a una profondità di circa 82 chilometri. La scossa, registrata alle 7.34 ora locale, è stata avvertita con forte intensità anche a distanza, da Bogotá a Cali, fino a Manizales e Armenia.

Il sisma ha provocato crolli, danni agli edifici e momenti di forte panico. Il sindaco di Cali, Alejandro Eder, ha riferito che, secondo le prime stime, almeno 20 edifici sono crollati in città e che alcune persone potrebbero essere rimaste intrappolate. Le autorità hanno immediatamente attivato le squadre di emergenza, mentre proseguono le verifiche per stabilire l’entità complessiva dei danni.

Particolarmente colpita è Quibdó, capoluogo del Chocó, dove sono stati segnalati feriti e gravi danneggiamenti agli edifici. Le prime immagini diffuse dai media locali mostrano strutture lesionate, parti di edifici crollate e calcinacci riversati sulle strade. La profondità del terremoto ha favorito la propagazione delle onde sismiche, rendendo la scossa chiaramente percepibile anche in località molto lontane dall’epicentro.

Danni sono stati segnalati anche a Manizales e Armenia, dove sono comparse crepe negli edifici e si sono verificati distacchi di cemento e cornicioni. A Manizales sarebbe stata interessata anche la struttura della cattedrale. In diversi centri urbani la popolazione è scesa in strada, mentre le autorità hanno invitato i cittadini a mantenere la calma e a seguire le indicazioni degli organismi di protezione e soccorso.

Le operazioni di emergenza e soccorso sono proseguite tra difficoltà e comunicazioni interrotte. Alcune delle località più colpite hanno registrato problemi nei collegamenti telefonici, complicando le verifiche sul territorio. Intanto le squadre specializzate stanno controllando gli edifici danneggiati alla ricerca di eventuali persone rimaste intrappolate o disperse.

Il primo bilancio ufficiale resta provvisorio, ma registra una vittima, dieci feriti e tre persone disperse. A renderlo noto è stato l’Ufficio per la gestione dei rischi del Chocó, una delle aree maggiormente interessate dal terremoto. Il numero delle persone coinvolte potrebbe tuttavia aumentare man mano che i soccorritori riescono a raggiungere le zone più difficili e a completare le verifiche.

A preoccupare ora sono soprattutto le scosse di assestamento. «Abbiamo appena vissuto un grave evento sismico, ora ci preoccupano le repliche», ha dichiarato la governatrice del Chocó, Nubia Carolina Córdoba. L’epicentro si trova nel territorio di San José del Palmar, ma gli effetti del sisma hanno interessato diverse località colombiane. Le autorità mantengono quindi alta l’attenzione sul rischio di nuove scosse e di ulteriori crolli.

La Colombia è particolarmente esposta al rischio sismico perché si trova in una delle aree tettonicamente più attive del continente sudamericano. Nel Paese convergono infatti tre placche: quella sudamericana, quella di Nazca e quella caraibica. La catena delle Ande attraversa gran parte del territorio e nel corso della storia ha già provocato terremoti devastanti, come quello di Armenia del 1999, di magnitudo 6,2, che causò quasi mille vittime, e quello di Popayán del 1983, che provocò 287 morti.

Il terremoto ha avuto conseguenze anche sulla mobilità aerea. Le autorità colombiane hanno disposto la sospensione dei voli in sei aeroporti dopo la segnalazione di danni alle strutture: gli scali interessati sono quelli di Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura. Mentre i soccorritori continuano a scavare e a mettere in sicurezza gli edifici, la Colombia resta con il fiato sospeso: il bilancio è ancora provvisorio e le prossime ore saranno decisive per capire la reale portata della tragedia.

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