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Italia, le conseguenze devastanti dell’incendio: lanciato l’allarme

Pubblicato: 10/08/2026 22:30

A quasi due settimane dal vasto incendio nell’area tra via Laurentina e via di Vallerano, a Roma, resta alta la preoccupazione dei residenti per le conseguenze del rogo sull’ambiente e sulla qualità dell’aria. I comitati di quartiere di Fonte Laurentina e Vallerano denunciano la presenza di fumi persistenti e lanciano l’allarme per il possibile coinvolgimento di materiali contenenti amianto nell’area incendiata, chiedendo interventi urgenti di bonifica. Nell’area, dove secondo i residenti esisteva da anni una discarica abusiva, i Vigili del Fuoco continuano a intervenire per scongiurare nuovi focolai. La vicenda è arrivata anche sul tavolo della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, mentre il ministero dell’Ambiente ha chiesto informazioni sull’eventuale presenza di profili di danno o minaccia di danno ambientale.

Il timore espresso dai comitati riguarda soprattutto la possibile presenza di amianto friabile nel terreno interessato dal rogo. In un esposto viene segnalato quello che viene definito un “concreto e gravissimo rischio di dispersione aerea di fibre di amianto friabile”. I residenti richiamano inoltre i rilievi dell’Arpa Lazio, sostenendo che avrebbero evidenziato concentrazioni di diossine nell’aria superiori alle soglie di sicurezza e attenzione indicate dall’Organizzazione mondiale della sanità. Sul punto, tuttavia, la Commissione Ecomafie precisa che sono ancora necessari gli accertamenti delle autorità competenti per stabilire con precisione la natura e la pericolosità dei materiali coinvolti.

I residenti: “La discarica era stata segnalata nel 2014”

Michele Ambrosone, presidente del comitato di quartiere Fonte Laurentina, racconta che l’area interessata dall’incendio era stata segnalata dai residenti già nel 2014. Secondo la sua ricostruzione, dopo lo sgombero degli insediamenti abusivi presenti nella zona non sarebbe stata effettuata una verifica approfondita di ciò che si trovava sotto il terreno. Ora, a distanza di giorni dal rogo, i residenti continuano a fare i conti con l’odore acre e con il fumo, tanto da essere costretti a tenere chiuse le finestre.

La preoccupazione riguarda anche la prossima riapertura delle scuole. Il comitato di Fonte Laurentina ha predisposto una nota chiedendo la sanificazione delle aule, mentre a Vallerano il presidente del comitato Mario Pagani sottolinea soprattutto l’incertezza sulla composizione del terreno interessato dall’incendio. Il dubbio, spiega, è capire se nell’area fosse effettivamente presente amianto e quali conseguenze possano esserci state dopo l’esposizione al fuoco. I comitati hanno già presentato un esposto e stanno valutando anche un eventuale percorso legale.

La vicenda ha inoltre sollevato preoccupazioni per le possibili conseguenze sul valore degli immobili della zona. Secondo i residenti, finora alle loro segnalazioni avrebbe risposto soltanto il senatore Andrea De Priamo, che ha trasmesso la documentazione alla Commissione Ecomafie.

Commissione Ecomafie: “Accertare materiali e responsabilità”

Jacopo Morrone, presidente della Commissione Ecomafie, chiede che vengano chiariti rapidamente la natura dei materiali coinvolti e il loro eventuale livello di pericolosità. “Auspichiamo interventi tempestivi da parte degli amministratori locali e degli uffici tecnici coinvolti a tutela della salute pubblica e dell’ambiente”, ha dichiarato, sottolineando anche la necessità di fornire informazioni certe ai residenti.

La Commissione ha già effettuato un sopralluogo nell’area insieme ai tecnici di Arpa Lazio, alle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco e ha aperto un filone d’inchiesta per acquisire documentazione e informazioni su eventuali illeciti nella gestione dei rifiuti. Morrone ha però chiarito che non spetta alla Commissione effettuare direttamente le analisi dei terreni. Durante il sopralluogo, infatti, l’incendio era ancora in corso e non c’erano le condizioni per procedere con verifiche approfondite sui terreni e sui rifiuti interrati.

L’area, inoltre, è sottoposta a sequestro da parte della Procura della Repubblica di Roma. Per la Commissione, la priorità è quindi accertare l’eventuale esistenza di attività illecite nella gestione dei rifiuti e individuare possibili responsabilità.

Un ulteriore passaggio è arrivato dal ministero dell’Ambiente, che il 7 agosto ha inviato una circolare, tra gli altri, al Comune di Roma, alla Regione Lazio, all’Arpa e alla Prefettura, richiamando le preoccupazioni espresse dai residenti sulla presenza di diossine e sul possibile rischio di dispersione di fibre di amianto. Il ministero ha chiesto di essere informato sull’eventuale insorgenza di “profili di danno e/o minaccia di danno ambientale”.

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