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Targhe polacche, scatta la maxioperazione in Italia. Il provvedimento durissimo

Pubblicato: 10/08/2026 20:51

Sono circa 500 le azioni legali avviate in Italia dall’Ufficio Polacco degli Assicuratori Automobilistici (PBUK) per recuperare le somme pagate a seguito di incidenti provocati da veicoli immatricolati in Polonia ma risultati privi di una regolare assicurazione. Il fenomeno riguarda in particolare il sistema delle cosiddette targhe polacche e dei finti noleggi, attraverso i quali alcune automobili vengono formalmente cedute a società polacche e successivamente utilizzate abitualmente in Italia. In diversi casi, secondo la ricostruzione fornita dal PBUK, la vendita sarebbe soltanto formale e la documentazione assicurativa potrebbe essere falsa, lasciando il conducente convinto di essere in regola mentre il veicolo risulta di fatto non assicurato. Le nuove iniziative giudiziarie non coinvolgono soltanto i proprietari formali delle automobili, ma possono riguardare anche le persone ritenute responsabili dei danni, compresi i conducenti.

A confermare l’avvio delle procedure è stato Mariusz Wichtowski, presidente del Consiglio di amministrazione del PBUK, che ha descritto una crescita molto significativa delle richieste di risarcimento legate agli incidenti avvenuti in Italia. Tra il 2021 e il 2025, ha spiegato, il numero delle richieste gestite e liquidate per incidenti verificatisi in Italia è aumentato di quasi 17 volte, mentre l’ammontare complessivo dei risarcimenti versati è cresciuto di quasi dieci volte. Nello stesso periodo, la quota delle richieste relative all’Italia sul totale della spesa sostenuta dal PBUK è passata da circa il 10% al 44%.

Targhe polacche e finti noleggi, il fenomeno cresce

Il meccanismo riguarda veicoli che vengono immatricolati in Polonia ma continuano a essere utilizzati stabilmente in Italia. Secondo quanto riferito dal PBUK, una delle pratiche consiste nel vendere formalmente l’automobile a una società polacca e successivamente utilizzarla attraverso un contratto di noleggio. Il sistema, di per sé legittimo, può però trasformarsi in una pratica irregolare quando la cessione è soltanto apparente e serve principalmente a ridurre i costi legati all’assicurazione e all’immatricolazione.

In questi casi, viene spiegato, l’auto potrebbe non essere mai trasferita fisicamente in Polonia e anche la revisione potrebbe essere effettuata soltanto sulla carta. Il problema non riguarderebbe quindi esclusivamente la copertura assicurativa, ma avrebbe possibili conseguenze anche sul piano della sicurezza stradale. Il conducente può inoltre trovarsi nella condizione di avere acquistato o utilizzato un veicolo credendo che tutta la documentazione fosse regolare.

I numeri forniti dal PBUK fotografano la crescita del fenomeno. Nel 2025 l’ufficio ha registrato 3.188 nuove richieste relative a incidenti causati all’estero da veicoli non assicurati immatricolati in Polonia, contro le 1.574 dell’anno precedente. Nello stesso periodo, il valore dei risarcimenti pagati è passato da 6 a 11 milioni di euro. Una parte consistente dell’incremento, secondo Wichtowski, è riconducibile agli incidenti verificatisi in Italia.

Le cause possono coinvolgere anche chi guidava l’auto

Le circa 500 azioni legali sono state avviate davanti a tribunali italiani e hanno l’obiettivo di recuperare le somme che il sistema di garanzia ha dovuto versare per i danni provocati dai veicoli non assicurati. Il PBUK precisa che le iniziative non sono rivolte esclusivamente alle società che risultano formalmente proprietarie delle automobili.

Le azioni, infatti, riguardano le persone e le entità ritenute responsabili dei danni. In presenza di una copertura assicurativa irregolare, dunque, la rivalsa può interessare anche il conducente del veicolo coinvolto nell’incidente. È questo uno degli aspetti più rilevanti della nuova fase giudiziaria, perché chi ha utilizzato un’auto con targa polacca pensando di essere regolarmente assicurato potrebbe essere chiamato a rispondere delle somme pagate per il risarcimento.

Parallelamente alle azioni giudiziarie, il PBUK ha rafforzato la collaborazione con l’UCI, Ufficio Centrale Italiano, l’organismo nazionale di assicurazione per i veicoli a motore in circolazione internazionale. È stato attivato un canale diretto per lo scambio di informazioni sullo stato assicurativo dei veicoli, sui sinistri e sugli schemi ricorrenti individuati dagli organismi coinvolti. L’obiettivo è anche individuare eventuali soggetti che potrebbero avere un ruolo nell’organizzazione del sistema delle immatricolazioni e delle coperture assicurative irregolari.

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