
Ci sono personalità dello spettacolo che non possono essere raccontate attraverso una biografia ordinata e prevedibile. Ogni apparizione diventa una dichiarazione, ogni provocazione alimenta il mito e persino i momenti più difficili finiscono per trasformarsi in nuove occasioni di rinascita. Cinema, teatro, televisione e cultura popolare si incontrano così nel ritratto di una donna che ha costruito la propria identità davanti al pubblico senza permettere agli altri di stabilire chi dovesse essere. La nuova produzione argentina sceglie una forma visiva e narrativa coerente con la sua protagonista. Ricordi, numeri musicali, scandali, relazioni e trasformazioni artistiche si mescolano all’interno di uno spettacolo dichiaratamente eccessivo, nel quale realtà e finzione convivono. A interpretare le diverse età della diva sono tre attrici, mentre la vera protagonista osserva, commenta e sembra dirigere dall’interno la rappresentazione della propria vita.
La serie è “Moria”
Il titolo della nuova produzione è “Moria”, serie biografica argentina che è composta da otto episodi, con una durata variabile tra 27 e 46 minuti. Complessivamente, la visione richiede circa quattro ore e 45 minuti. La serie prende avvio mentre Moria Casán si prepara a festeggiare i suoi ottant’anni e decide di aprire le porte della propria memoria. La diva non resta però ai margini del racconto. Diventa narratrice, presentatrice e simbolica burattinaia, guidando lo spettatore attraverso gli eventi che hanno trasformato Ana María Casanova nella celebre “One”. Gli episodi attraversano gli esordi nel mondo dello spettacolo, il teatro di rivista, il cinema popolare e la successiva consacrazione televisiva. Accanto ai successi trovano spazio amori, separazioni, maternità, scandali e momenti di profonda difficoltà, compresi quelli che portarono la protagonista a perdere temporaneamente la libertà.
Tre attrici per una sola protagonista
A interpretare Moria Casán nelle diverse fasi della vita sono Sofía Gala Castiglione, Griselda Siciliani e Cecilia Roth. La divisione del personaggio tra tre attrici permette alla produzione di rappresentare non soltanto il passare del tempo, ma anche le numerose identità costruite dalla protagonista nel corso della carriera. Le interpreti non cercano una semplice imitazione fisica. Ognuna lavora sulla presenza scenica, sulla rapidità delle risposte e sulla capacità di occupare lo spazio, conservando allo stesso tempo la propria personalità artistica.

Sofía Gala interpreta la giovane Moria
La prima parte della vita della protagonista è affidata a Sofía Gala Castiglione, figlia di Moria Casán anche nella realtà. La scelta aggiunge un livello particolarmente intimo alla serie. L’attrice deve ricostruire la giovinezza della donna che sarebbe diventata sua madre, entrando in una fase della sua vita che non ha potuto conoscere direttamente. Nei primi episodi viene raccontato l’ingresso nel mondo dello spettacolo e la scoperta di un talento capace di andare oltre l’aspetto fisico. La giovane Moria comprende rapidamente che la propria forza risiede nella combinazione tra intelligenza, ironia, provocazione e sicurezza scenica. La prova di Sofía Gala è stata indicata dalle prime recensioni come uno degli elementi più convincenti della produzione, grazie a una trasformazione che non si limita alla somiglianza esteriore.
La regia di Javier Van de Couter
La serie è creata, diretta e in parte sceneggiata da Javier Van de Couter. Il regista firma la scrittura insieme a Martín Vatenberg e Donna Tefa Sanguinetti, scegliendo un linguaggio lontano dal tradizionale realismo biografico. Van de Couter costruisce un universo dominato da colori saturi, numeri teatrali, parrucche, piume e scenografie dichiaratamente artificiali. Le epoche non vengono spiegate soltanto attraverso date o didascalie. Sono i costumi, il trucco, la musica e il linguaggio televisivo a suggerire il passaggio da una fase della carriera alla successiva.
“Moria” è ispirata a una storia vera?
Sì, la serie è ispirata alla vita reale di Moria Casán, alla sua carriera e alle persone che hanno attraversato la sua storia. Non si tratta però di un documentario e non promette una ricostruzione completamente oggettiva. Netflix presenta il progetto come una rielaborazione fortemente romanzata e stilizzata, nella quale eventi realmente accaduti vengono filtrati attraverso memoria, fantasia e spettacolo. La presenza diretta di Moria Casán rende ancora più evidente il punto di vista adottato. La serie non vuole giudicare la protagonista dall’esterno, ma permetterle di riappropriarsi della narrazione costruita per decenni da giornali e programmi televisivi.

Le prime opinioni della critica
Le prime recensioni pubblicate prima del debutto descrivono “Moria” come una produzione ambiziosa, rischiosa e visivamente molto riconoscibile. Otros Cines ha apprezzato soprattutto la libertà del progetto e il lavoro delle protagoniste, pur segnalando un andamento talvolta irregolare e una grande quantità di personaggi e avvenimenti concentrati negli otto episodi. Micropsia ha invece sottolineato la dimensione camp, cosmica e queer della serie, considerandola più interessante di una tradizionale biografia costruita soltanto sulla somiglianza fisica e sulla cronologia. Il principale punto di forza sembra essere proprio la decisione di non cercare una versione sobria della protagonista. Il racconto accetta l’eccesso e lo trasforma nel proprio linguaggio.
Quando arriva su Netflix
“Moria” sarà disponibile su Netflix dal 14 agosto 2026, con tutti gli otto episodi pubblicati contemporaneamente.
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