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“Addio, ti amo”. Leo Messi spezzato dal dolore, il campione in lacrime

Pubblicato: 12/08/2026 16:35

Il dolore irrompe nella vita di Lionel Messi e mette a nudo l’uomo dietro il fuoriclasse. Con una lunga e commovente lettera pubblicata sui social, la stella argentina ha raccontato la sofferenza per la morte del padre Jorge Messi, scomparso lo scorso 8 ottobre a Rosario, a 68 anni, dopo una lunga malattia. «Ti amo, papà», sono le prime parole di un messaggio intimo, nel quale il campione ripercorre gli ultimi mesi e il peso di un’assenza diventata impossibile da ignorare.

«Ancora non riesco a credere che te ne sia andato», scrive Messi. La realtà della perdita appare ancora troppo dolorosa per essere accettata: «Non me ne sono ancora reso conto, o meglio, non voglio realizzarlo». Parole che raccontano un legame profondo, costruito negli anni e capace di andare ben oltre il calcio. Jorge non era soltanto il padre della Pulce, ma una presenza costante nella sua vita, dentro e fuori dal campo.

Il ricordo torna inevitabilmente ai Mondiali 2026, vissuti da Messi con una preoccupazione personale che si intrecciava alla sfida sportiva. Il padre continuava a chiedergli di giocare il torneo, ma nei giorni precedenti all’inizio della competizione le sue condizioni erano ormai gravissime. «Era la prima volta che non avresti potuto partecipare a un torneo», racconta il capitano dell’Argentina, rivelando quanto quell’assenza fosse già diventata dolorosamente concreta.

A pesare, durante il torneo, erano soprattutto i piccoli rituali spezzati dalla malattia. Dopo ogni partita Messi aspettava quel messaggio che per anni era stato una costante. «Ogni volta che finiva una partita, aspettavo e sentivo la mancanza del tuo messaggio», racconta. È in quei momenti, apparentemente ordinari, che il campione ha compreso fino in fondo la gravità della situazione e la distanza che ormai lo separava dal padre.

La corsa dell’Argentina è proseguita fino alla finale, ma per Messi il traguardo aveva assunto un significato ancora più personale. «Siamo arrivati in finale e tu non hai potuto esserci. Volevo vincerla per portarti la Coppa», confessa. L’obiettivo era regalare a Jorge un’ultima gioia, aggiungendo un altro capitolo alla storia sportiva che i due avevano condiviso per tutta la vita.

Quel trofeo, però, non è arrivato. L’Argentina ha perso contro la Spagna ai supplementari, e Messi ricorda quella partita con parole segnate dalla frustrazione: «Le mie gambe non cedevano. Questa volta ho provato a spingermi oltre i miei limiti, ma non ci sono riuscito». Dietro la sconfitta, però, c’era qualcosa di più grande del risultato: «Non mi sono mai sentito a posto». Il peso emotivo della situazione aveva accompagnato ogni minuto di quella competizione.

Ora, dopo la morte del padre, Messi guarda anche al proprio futuro con una domanda che riguarda il calcio e la carriera. «Non so cosa farò senza di te, non so come andare avanti», ammette. E poi il dubbio più forte: «Giocavo solo a calcio, e ora dubito seriamente di poter continuare a farlo ancora a lungo». A 39 anni, il fuoriclasse argentino lascia così intravedere una fragilità che raramente aveva mostrato in pubblico.

Il legame tra Messi e Jorge, però, non si esaurisce nel rapporto tra padre e figlio. «Eri un padre, un amico e un agente», ricorda la Pulce, descrivendo una figura presente in ogni fase della sua crescita, dalle prime partite fino alla consacrazione internazionale. Un rapporto fatto anche di discussioni e contrasti, ma sempre accompagnato dalla certezza di poter contare su quella presenza.

La lettera si chiude con uno sguardo alla famiglia e alle generazioni future. Messi promette di continuare a portare Jorge con sé attraverso l’educazione dei suoi figli, proprio come il padre aveva fatto con lui. «Mi mancherai tantissimo, ma sarai sempre presente», scrive. Poi l’ultimo saluto: «Grazie di tutto. Ti voglio bene, papà». Parole semplici, dopo una vita trascorsa insieme, che trasformano il messaggio della Pulce in un addio pubblico ma soprattutto profondamente privato.

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