
L’eruzione dell’Etna continua a mettere in ginocchio l’aeroporto di Catania. Nella serata di mercoledì 12 agosto, la SAC, società che gestisce lo scalo internazionale Vincenzo Bellini, ha annunciato un ulteriore prolungamento dello stop ai voli a causa della presenza di cenere vulcanica nell’atmosfera.
«A causa dell’attività eruttiva dell’Etna e dell’emissione di cenere vulcanica la chiusura degli spazi aerei è stata estesa al settore B3», ha comunicato la società. Di conseguenza, sono state sospese le attività di volo, sia in arrivo sia in partenza, fino alle 2 di notte del 14 agosto.
La raccomandazione ai passeggeri è chiara: «Prima di recarsi in aeroporto, verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree». Una precauzione fondamentale in una situazione che cambia rapidamente e che continua a provocare pesanti ripercussioni sul traffico aereo dell’isola.
A provocare l’emergenza è la nube di cenere prodotta dall’attività esplosiva in corso al cratere Voragine dell’Etna. Da giorni il fenomeno sta condizionando pesantemente l’operatività dello scalo catanese, proprio nel periodo dell’anno caratterizzato dai maggiori flussi di passeggeri.
I numeri danno la misura dell’emergenza. Tra l’8 e l’11 agosto sono stati circa 700 i voli saltati a Catania tra cancellazioni, mancate partenze e mancati arrivi. Solo oggi, secondo i dati diffusi dalla SAC, sono stati cancellati altri 52 voli, mentre circa 400 risultano cancellati in partenza nel periodo considerato.
Per alleggerire la pressione sullo scalo etneo, centinaia di voli sono stati riprogrammati verso altri aeroporti. Oltre 400 collegamenti sono stati dirottati o riassegnati: più di 100 sono finiti a Comiso dall’inizio dell’emergenza, una cinquantina sono stati trasferiti ieri a Palermo, mentre altri 22 hanno raggiunto Trapani. Oggi sono stati coinvolti anche gli aeroporti calabresi, con alcuni voli assegnati a Lamezia Terme.
Il risultato è un’emergenza che coinvolge decine di migliaia di passeggeri, rimasti a terra o costretti a modificare i propri programmi di viaggio. La SAC assicura però che il sistema sta lavorando per limitare il più possibile i disagi.
«Stiamo continuando a lavorare, insieme alle istituzioni, alla Protezione Civile e agli altri scali siciliani, per supportare le compagnie aeree ad assicurare la massima continuità possibile dei collegamenti e l’assistenza ai passeggeri», ha spiegato la società.
La SAC sottolinea inoltre quanto sia eccezionale la situazione: «Un fenomeno eruttivo di tale intensità e durata, verificatosi proprio nel periodo dell’anno caratterizzato dai maggiori flussi di traffico aereo, «rende necessario il contributo e il coordinamento di tutti gli attori coinvolti». E mentre l’Etna continua a eruttare, resta decisivo il monitoraggio delle autorità: «L’evoluzione del fenomeno vulcanico viene monitorata costantemente e la programmazione dei voli viene adeguata sulla base delle determinazioni delle autorità competenti e delle condizioni di sicurezza».


