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“I miei occhi bruciati così”. Eclissi, l’allarme: “Non fate il mio stesso errore”

Pubblicato: 12/08/2026 18:10

Ventisette anni dopo, Peter Smith ricorda ancora perfettamente quel giorno. Era il 1999 e l’Inghilterra si preparava a osservare un’eclissi solare. Peter, da Taunton, nel Somerset, aveva trovato quello che pensava fosse un modo sicuro per guardare il cielo: una maschera da saldatore presa in prestito. Sembrava una protezione sufficiente. Non lo era.

Il mattino successivo arrivarono i primi segnali. Peter vedeva lampi di luce e aveva un forte mal di testa. Gli esami avrebbero poi confermato la gravità della situazione: entrambe le sue retine erano state danneggiate dopo aver fissato il Sole durante l’eclissi. Un danno che, a distanza di quasi tre decenni, continua a lasciare conseguenze.

Oggi, alla vigilia della nuova eclissi solare di mercoledì 12 agosto, Peter ha deciso di raccontare la propria esperienza per lanciare un avvertimento a chi si prepara a guardare il fenomeno. «Assicuratevi che la protezione e i filtri siano adatti a prevenire ogni danno, perché qualsiasi lesione si subisca non guarirà mai», ha detto in una testimonianza riportata dalla Bbc.

Il paragone scelto da Peter rende bene la natura del rischio: «Non è come tagliarsi una mano». Una lesione alla retina, infatti, può lasciare conseguenze permanenti. E anche oggi l’uomo continua a convivere con i postumi di quella giornata del 1999.

«Quando sono stanco, a volte il puntino luminoso ritorna e non è piacevole», racconta. Poi l’appello a chi vuole assistere all’eclissi: «Se volete guardare l’eclissi, accertatevi di avere tutto il necessario» per farlo in sicurezza. Una raccomandazione che nasce da un’esperienza personale pagata a caro prezzo.

A confermare i rischi è Sarah Farrant, optometrista a Taunton. «Anche quando il sole è al suo minimo», cioè quando è coperto in gran parte dalla Luna, «la quantità di luce solare è sufficiente a causare danni». Il problema riguarda in particolare la retina e la macula, la sua zona centrale più sensibile alla luce e fondamentale per la visione.

L’esperta spiega che osservare direttamente il Sole senza le necessarie precauzioni può provocare una vera e propria “ustione solare” nella parte posteriore dell’occhio. «Se guardando il sole non si adottano le dovute precauzioni, si rischia di subire un’ustione solare nella parte posteriore dell’occhio, che può avere conseguenze permanenti sulla visione centrale», avverte Farrant.

Qual è allora il modo corretto per osservare l’eclissi? La soluzione più sicura consiste nell’utilizzare occhiali specifici per eclissi, certificati e conformi allo standard di sicurezza ISO 12312-2, oppure ricorrere a un metodo di osservazione indiretta. Sono invece da evitare assolutamente il semplice occhio nudo, i normali occhiali da sole, così come fotocamere, binocoli e telescopi privi di filtri solari adeguati.

E c’è anche un metodo semplice e curioso suggerito dalla Bbc: uno scolapasta. «Uno scolapasta è un modo per osservare l’eclissi indirettamente», viene spiegato. Basta tenerlo sollevato da terra, dando le spalle al Sole: «I fori dello scolapasta proietteranno sul terreno una griglia di soli a falce». Un piccolo accorgimento per godersi lo spettacolo senza correre il rischio di trasformare pochi secondi di curiosità in un danno permanente alla vista.

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