
El Niño si sta intensificando e il fenomeno climatico che nasce nel Pacifico equatoriale potrebbe avere ripercussioni anche sull’Europa e sull’Italia nei prossimi mesi. Secondo un report del Climate Prediction Center dell’NWS, la probabilità di un evento molto forte durante l’autunno 2026-2027 nell’emisfero settentrionale sarebbe superiore al 90%. Nel corso dell’ultimo mese, infatti, le anomalie della temperatura superficiale del mare nel Pacifico equatoriale orientale hanno superato i +2 °C, mentre anche le temperature nelle fasce più profonde dell’oceano mostrano valori particolarmente elevati. Un quadro che segnala un rafforzamento del fenomeno e che, attraverso la complessa interazione tra oceano e atmosfera, può influenzare gli equilibri climatici su scala globale.
I segnali più marcati arrivano proprio dalle acque sotto la superficie. L’indice della temperatura subsuperficiale equatoriale, calcolato nell’area compresa tra 180° e 100°W, è aumentato nel corso di luglio, indicando un termoclino più profondo della media. In altre parole, una quantità maggiore di calore si è accumulata in profondità nell’oceano, modificando la distribuzione delle temperature lungo la colonna d’acqua. Le anomalie della temperatura subsuperficiale hanno raggiunto valori fino a +10 °C, mentre sono state rilevate anche anomalie nella circolazione dei venti, sia alle basse sia alle alte quote, estese dal Pacifico equatoriale occidentale verso le aree centrali e orientali.
Il Pacifico prepara un El Niño di forte intensità
Il quadro complessivo viene interpretato dal Climate Prediction Center dell’NWS come un ulteriore segnale del rafforzamento di El Niño. Il sistema oceano-atmosfera, considerato nel suo insieme, ha infatti evidenziato un’intensificazione del fenomeno, che potrebbe raggiungere una fase particolarmente marcata durante l’autunno nell’emisfero settentrionale.
L’evoluzione era già stata indicata nei mesi precedenti, quando si era iniziato a parlare della possibilità di un “super Niño” e dei suoi potenziali effetti sul clima globale. L’attenzione è ora concentrata sull’intensità che il fenomeno potrà raggiungere nei prossimi mesi, alla luce delle anomalie termiche osservate sia in superficie sia nelle acque subsuperficiali del Pacifico.
Cosa può cambiare in Italia
L’influenza di El Niño sul clima europeo non è diretta come nelle aree del pianeta che si affacciano sul Pacifico, ma il fenomeno può contribuire a modificare gli equilibri atmosferici su scala più ampia. Secondo il quadro descritto nel report, El Niño tende ad aumentare la temperatura media globale e può favorire la persistenza di anticicloni subtropicali robusti e duraturi sulle regioni europee durante la stagione estiva.
Per l’Italia, dunque, il fenomeno rappresenta soprattutto un elemento da monitorare nell’evoluzione climatica dei prossimi mesi. La sua intensificazione non permette di stabilire automaticamente quale sarà il tempo in ogni singola area del Paese, ma inserisce l’autunno 2026-2027 in uno scenario climatico caratterizzato da anomalie importanti e da possibili conseguenze sugli equilibri atmosferici europei. Il dato centrale resta quello indicato dal Climate Prediction Center: la probabilità di un El Niño molto forte durante l’autunno nell’emisfero settentrionale è indicata oltre il 90%.


