Vai al contenuto

Viaggiano per 100 chilometri con il figlio morto in auto: “Pensavamo stesse dormendo”

Pubblicato: 17/08/2026 15:50

Per quasi cento chilometri hanno pensato che il figlio si fosse semplicemente addormentato sul sedile posteriore. Solo quando hanno provato a svegliarlo e si sono fermati lungo l’autostrada hanno compreso cosa fosse realmente accaduto: il giovane, 31 anni, era morto durante il viaggio. (ANSA.it)

La tragedia è avvenuta domenica 16 agosto lungo l’autostrada A21 Torino-Piacenza, nel tratto pavese compreso tra i caselli di Casteggio e Voghera, sulla carreggiata in direzione Torino. La famiglia, di origini romene, era partita da Piacenza: alla guida dell’auto c’era il padre, la madre sedeva accanto a lui, mentre il figlio viaggiava sul sedile posteriore. (Quotidiano Piemontese)

Lo credevano addormentato

Durante il tragitto il 31enne era rimasto immobile e i genitori avevano creduto che stesse dormendo. Secondo quanto ricostruito, le sue ultime parole sarebbero state pronunciate circa cento chilometri prima della drammatica scoperta. (Quotidiano Piemontese)

Quando i genitori hanno tentato di svegliarlo senza ottenere alcuna risposta, hanno deciso di fermarsi in un’area di sosta tra Casteggio e Voghera. A quel punto si sono resi conto che il giovane non reagiva agli stimoli e hanno chiesto immediatamente aiuto. L’allarme è scattato intorno alle 7.30. (Quotidiano Piemontese)

Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, ma ogni tentativo si è rivelato inutile: per il ragazzo non c’era ormai più nulla da fare ed è stato constatato il decesso.

Gli accertamenti sulle cause della morte

Restano da chiarire con precisione le cause della morte. Secondo quanto riferito dai genitori ai sanitari, il 31enne soffriva di alcuni problemi cardiaci. (ANSA.it)

L’ipotesi è quindi quella di un malore improvviso che potrebbe averlo colpito durante il viaggio, senza che i genitori potessero rendersi conto immediatamente della gravità della situazione. Saranno però gli eventuali ulteriori accertamenti a stabilire con certezza che cosa abbia provocato il decesso. (Quotidiano Piemontese)

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure