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“Addio presidente”. Calcio italiano in lutto, se ne va l’amatissimo

Pubblicato: 29/08/2026 11:34

Il calcio locale e l’intera comunità cuneese piangono la scomparsa di una figura chiave del panorama sportivo del territorio, un dirigente capace di segnare un’epoca indelebile per il movimento dilettantistico e di porre le basi per i successi moderni. La notizia, diffusa soltanto dopo lo svolgimento delle esequie per volere della famiglia, ha suscitato un’ondata di commozione tra ex atleti, dirigenti e tifosi. Attorno al dolore dei familiari, in particolare della moglie Anita, della figlia Cristina con Giulio e dei nipoti Giorgia con Francesco e Stefano, si è stretto un profondo cordoglio che va oltre i confini del semplice tifo. Si spegne un simbolo di dedizione viscerale verso i colori societari e verso la propria città.

Addio a Franco Rovella, anima del club braidese

A lasciarci all’età di 86 anni è Franco Rovella, figura carismatica e indimenticata che ha guidato l’A.C. Bra in un periodo di fondamentale rinascita compreso tra il 1978 e il 1984. Sotto la sua presidenza, la società giallorossa ha vissuto stagioni intense e ricche di passione, capaci di riaccendere l’entusiasmo della piazza e di gettare le fondamenta per una crescita strutturale duratura. La dirigenza guidata da Rovella è rimasta nel cuore dei sostenitori per la capacità di coniugare grandi ambizioni sportive a un clima familiare, basato sull’amicizia e sul senso di appartenenza al territorio.

Un percorso di crescita e fusione sportiva

Il legame tra il dirigente e la squadra si inserisce in un solco storico iniziato decenni prima, quando il movimento calcistico braidese ha vissuto importanti trasformazioni passate attraverso il passaggio dalla storica Virtus Bra all’adozione definitiva delle maglie giallorosse. Momenti decisivi come la fusione con il Cinzano nel 1972 avevano decretato il ritorno in Prima Categoria, preludio al salto in Promozione conquistato nel 1975. L’arrivo al vertice societario di Franco Rovella ha poi impresso una svolta determinante per consolidare la società ai più alti livelli regionali.

Il periodo della sua presidenza, a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, è stato un susseguirsi di sfide avvincenti e traguardi sfiorati nel campionato di Promozione, con lo sguardo costantemente rivolto al sogno dell’Eccellenza. Tra i momenti più iconici di quella gestione resta memorabile lo spareggio della stagione 1981-1982 giocato contro l’Acqui, un evento capace di richiamare sugli spalti oltre 6mila spettatori e di testimoniare l’enorme slancio collettivo generato da quell’assetto dirigenziale.

L’eredità nel calcio moderno e nei campionati professionistici

L’impronta lasciata da Franco Rovella è andata ben oltre il periodo della sua permanenza in carica, influenzando il percorso che ha portato l’A.C. Bra a trasformarsi in una delle realtà più solide del panorama piemontese. Quella gestione lungimirante ha spianato la strada per storici traguardi futuri, dal primo sbarco nel calcio professionistico raggiunto nel 2013 fino al ritorno nella medesima categoria nella stagione 2025/26. In un’epoca calcistica dominata da continui cambi di proprietà e logiche di business, la lezione sportiva e umana lasciata in eredità rimane un esempio prezioso di come passione, competenza e amore per le proprie radici possano condurre a risultati straordinari.

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