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Attacco con droni a Lipsia, identificati due sospetti legati a Mosca: uno entrò con visto italiano

Pubblicato: 02/09/2026 17:28

Emergono nuovi dettagli sull’attacco con droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia/Halle, in Germania. Gli investigatori tedeschi avrebbero identificato due sospetti con legami con la Russia: un uomo di origine russa con passaporto lettone e un cittadino bielorusso in possesso di passaporto russo. Proprio quest’ultimo sarebbe entrato nello spazio Schengen utilizzando un visto turistico rilasciato dall’Italia.

La vicenda riguarda il tentato attacco del 4 agosto contro lo scalo tedesco. Berlino ha attribuito pubblicamente alla Russia la responsabilità dell’operazione sulla base degli elementi raccolti dalla polizia e dai servizi di intelligence. Mosca respinge invece le accuse, definendole infondate e parlando di una provocazione organizzata dalla Germania.

Identificati due sospetti per l’attacco di Lipsia

Secondo quanto emerso dalle indagini e dalle ricostruzioni dei media tedeschi, uno dei sospettati sarebbe un cittadino bielorusso con passaporto russo, già noto in passato per una serie di reati commessi nei Paesi baltici.

Gli investigatori sarebbero riusciti a identificarlo anche grazie ad alcune tracce di Dna rinvenute durante gli accertamenti. Materiale biologico sarebbe stato trovato su un drone, all’interno di un contenitore con esplosivo e su un’antenna installata su un albero nelle vicinanze dell’aeroporto. I profili ottenuti avrebbero prodotto riscontri nelle banche dati di diversi Paesi europei, tra cui Lituania e Finlandia.

Il secondo sospettato sarebbe invece un uomo di origine russa con passaporto lettone. Secondo le informazioni raccolte dagli investigatori, avrebbe avuto un ruolo importante nell’organizzazione dell’operazione, occupandosi della logistica e dell’addestramento.

Il sospettato bielorusso entrò con un visto turistico italiano

È proprio la ricostruzione degli spostamenti del primo sospettato ad avere aperto un fronte che coinvolge direttamente l’Italia. Secondo gli investigatori tedeschi, l’uomo sarebbe infatti entrato nello spazio Schengen utilizzando un visto turistico italiano, rilasciato alla fine di aprile dalle autorità italiane a Minsk.

Al momento della concessione del documento non sarebbe risultata una segnalazione tale da impedire il rilascio del visto. Le autorità tedesche hanno successivamente ricostruito i suoi movimenti attraverso l’Europa nell’ambito delle indagini sul fallito attacco.

Il secondo uomo sarebbe invece arrivato in Germania alla fine di luglio attraverso l’aeroporto di Berlino-Brandeburgo, raggiungendo successivamente la Sassonia con un’automobile a noleggio. Due giorni prima del tentato attacco avrebbe lasciato nuovamente il Paese in aereo.

Gli inquirenti starebbero inoltre cercando almeno altre due persone che potrebbero avere partecipato alla preparazione dell’operazione.

Tajani ordina accertamenti sul visto italiano

Il particolare relativo al documento rilasciato dall’Italia ha provocato la reazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha annunciato controlli sulla procedura seguita per la concessione del visto.

Il vicepremier ha ricordato che il rilascio avviene sulla base di requisiti prestabiliti e delle informazioni disponibili al momento della richiesta. In assenza di segnalazioni o di specifici alert di sicurezza, il visto può essere regolarmente concesso.

La Farnesina dovrà quindi verificare quali informazioni fossero disponibili quando il cittadino bielorusso presentò la richiesta e accertare se la procedura sia stata seguita correttamente.

Berlino accusa la Russia: “Responsabilità accertata”

Sul piano politico, la posizione della Germania è diventata molto netta. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha dichiarato che gli elementi raccolti dalla polizia, le modalità operative e le informazioni provenienti dall’intelligence indicano una responsabilità russa nel tentato attacco del 4 agosto.

Secondo il governo tedesco, l’episodio non sarebbe isolato ma rientrerebbe in una più ampia serie di azioni ibride attribuite alla Russia in Europa.

Berlino ha inoltre annunciato una serie di misure nei confronti di Mosca, tra cui la chiusura del consolato generale russo a Bonn a partire dal 18 settembre, la cessazione dell’accordo relativo alla Casa Russa di Berlino e un irrigidimento dei controlli all’ingresso per i cittadini russi.

Mosca respinge le accuse

La Russia ha respinto categoricamente la ricostruzione tedesca. Il ministero degli Esteri di Mosca ha convocato l’incaricato d’affari tedesco Bernd Finke per contestare formalmente le accuse formulate da Berlino.

Secondo Mosca, le accuse sul coinvolgimento russo sarebbero infondate e la Germania avrebbe utilizzato l’episodio per alimentare una nuova escalation nei rapporti tra i due Paesi. Il Cremlino ha inoltre promesso una dura risposta alle misure adottate dalla Germania.

L’inchiesta tedesca, intanto, prosegue. Gli investigatori stanno cercando di identificare gli altri possibili componenti del gruppo e di stabilire con precisione chi abbia organizzato, finanziato e coordinato il tentato attacco all’aeroporto di Lipsia/Halle.

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